“The End Of The Fucking World”, avrà un seguito!

Per tutti i fan, e so che siete numerosi, di The end of the fucking world, contrariamente a come era stato detto, la serie avrà un seguito! Doveva terminare nella sua prima stagione perchè come saprete è ispirata all’omonimo fumetto di Charles Forsman, che termina esattamente come la prima stagione.

Contrariamente al fumetto che le ha dato luce la serie avrà un sequel e sarà prodotto da Netflix! Le date di inizio riprese non sono ancora state rese note così come le date di uscita in Italia e nel resto del mondo, però già sapere che è stata programmata è una grande notizia!

 

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“Creeped Out – Racconti di Paura” una nuova onirica serie Netflix

Creeped Out – Racconti di paura (Creeped Out) è una serie televisiva britannico-canadese che ha debuttato il 31 ottobre 2017nel Regno Unito e in Canada sul canale Family Channel e successivamente su CBBC. La serie è un’antologia. Ogni episodio racconta una storia a sé ma sono tutti collegati tra loro da The Curious un misterioso personaggio mascherato raccoglitore di storie che appare all’inizio e alla fine di ogni episodio.creeped_out_cat_food_mayfield_avenue_sign

E’ una serie aggiunta il 5 ottobre ma per ora passata in sordina, chissà come mai eppure personalmente la trovo ricca di elementi molto curiosi, forse allora è meglio così. Meglio perchè, è bello quando anche gli altri hanno visto la serie tv che stai guardando, nasce un ocnfronto puoi piangere insieme ad un altro disperandoti su cosa farai una volta che sarà finita ecc.. ma io trovo anche molto affascinante innamorarsi di una serie che gli altri conoscono, ti fa sentire in un rapporto 1 – 1 non 1 – 1000000 ecc. Poi puoi sempre fare il figo consigliandola, esattamente come sto tentando di fare io.

Bando alle ciance! vedila prima che tutti citino frasi e spoiler di questa serie sul web!!

House of Cards arriva la nuova e ultima stagione senza Frank.

Il binomio House of Cards – Kevin Spacey sembrava imprescindibile, eppure le cose non sono andate così. A causa delle accuse di molestie,  la star ha dovuto abbandonare tutti i suoi progetti.

A prescindere da ciò che è giusto e ciò che è sbagliato pensare riguardo la situazione di Spacey, il nuovo trailer dimostra come anche dopo la morte di Frank Underwood, la serie riesca a vivere di autonomia propria.

Chi vivrà vedrà.

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“Senso” Visconti e il suo citazionismo pittorico

TRAMA (Fonte Wikipedia)

Senso è un film del 1954 diretto da Luchino Visconti, con Farley Granger e Alida Valli quali interpreti principali. Assistenti alla regia furono Francesco Rosi e Franco Zeffirelli, entrambi all’epoca quasi all’inizio della carriera.

Venezia, 27 maggio 1866, vigilia della terza guerra di Indipendenza. La voce fuori campo della contessa Livia Serpieri racconta una vicenda iniziata quando, durante una rappresentazione de Il trovatore alla Fenice, i sostenitori della riunione del Veneto all’Italia lanciano dei volantini antiaustriaci. Dagli incidenti che ne seguono nasce uno scontro verbale tra il nobile Roberto Ussoni, fervente filoitaliano, e il tenente dell’esercito austriacoFranz Mahler, con conseguente sfida a duello. Livia, presente a teatro, cugina di Ussoni e favorevole alla causa italiana benché sposata a un nobile veneto filo austriaco, chiede di essere presentata a Mahler e cerca di convincerlo a rinunciare al duello, temendo per le sorti del cugino. Ma Ussoni viene arrestato e condannato all’esilio. Quando Livia si reca a salutarlo al comando austriaco, incontra nuovamente Franz Mahler. Sempre più coinvolta dalla personalità dell’uomo, percorre assieme a lui le calli veneziane deserte per il coprifuoco. La loro lunga passeggiata dura l’intera notte e la donna si innamora perdutamente dell’ufficiale. Inizia così una travolgente e sensuale relazione, fatta di appuntamenti in camere a pagamento e di incontri clandestini, sino a quando lui scompare, gettandola nella disperazione e inducendola, incurante dello scandalo, a cercarlo invano affannosamente per tutta Venezia. Quando iniziano le ostilità tra Italia e Austria, Livia è nuovamente contattata da Ussoni, fuggito dall’esilio. Ussoni le affida l’ingente somma raccolta dai filoitaliani, chiedendole di portarla alla sua Villa di Aldeno, dove la Serpieri è in procinto di trasferirsi con il marito, timoroso della guerra. Dovrà consegnarla alle bande di sostenitori dell’Italia che si sono organizzate in quella zona con l’obiettivo di operare in armi dietro le linee austriache. Ad Aldeno Livia viene raggiunta da Franz che piomba in camera sua di notte sfuggendo ai guardiani e ai loro cani. La donna cede nuovamente alla passione per il tenente che, nascosto nel granaio con la complicità di Laura, la cameriera di Livia, la informa della possibilità di evitare la battaglia corrompendo dei medici che lo dichiarino inabile. Accecata dai suoi sentimenti, Livia consegna a Mahler la somma destinata alle bande filoitaliane e con quella l’ufficiale riparte per Verona. Nei giorni successivi si sviluppa la guerra, cui Ussoni tenta invano di far partecipare le forze irregolari, sino a rimanere ferito durante la battaglia. Ad Aldeno, intanto, Livia riceve una lettera con cui Franz le comunica che è riuscito a ottenere l’esonero. Benché lui le chieda di non muoversi, Livia, travolta da un impulso irrefrenabile, decide di partire per Verona, dove arriva la sera stessa della vittoria austriaca sugli italiani a Custoza. Qui, dopo aver sognato di riavviare la relazione con Franz abbandonando per lui il marito, Livia lo trova invece sporco, ubriaco e in compagnia di una prostituta, di fronte alla quale egli la insulta e la umilia pesantemente, mostrando alla donna la sua vera natura di uomo spregevole, ladro e delatore (confessa alla contessa di aver denunciato egli stesso il marchese Ussoni facendolo esiliare). Livia si rende improvvisamente conto di essersi innamorata di un’idea che purtroppo non ha nessun riscontro nella realtà. La donna fugge sconvolta e si reca al comando austriaco, dove denuncia Mahler consegnando la lettera nella quale questi le raccontava la corruzione messa in atto e rivela dove si trova. Il generale austriaco comprende i veri motivi del gesto della contessa, ma non può sottrarsi dal compiere il suo dovere. Il tenente Mahler viene quindi arrestato e immediatamente fucilato. Livia, impazzita dal dolore, vagherà invocando il suo nome per le strade di Verona, in mezzo ai soldati austriaci che festeggiano la vittoria.

 

Visconti, come sappiamo, era un uomo di grande cultura, amante dell’Opera e della pittura. In ogni suo film non mancano ricchissime citazioni e ispirazioni pittoriche. Nel film Senso l’impianto figurativo  è stato collegato all’opera pittorica di Francesco Hayez per quanto riguarda la rappresentazione del mondo aristocratico, di Telemaco Signorini per quello borghese, e di Giovanni Fattori per le scene della battaglia (cfr. Subini, 2005, p. 23). Alcuni degli esempi più citati sono:

  • il bacio di Franz e Livia ad Aldeno ripreso quasi testualmente dal Bacio (1859 – Brera) di Francesco Hayez

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  • l’alloggio degli ufficiali austriaci ispirato a La toletta del mattino (1898 – Collezione privata) di Telemaco Signorini;

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  • le scene della battaglia di Custoza, sono frutto di una serie di citazioni da Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta e Il quadrato di Villafranca (Firenze, Galleria d’Arte Moderna) di Giovanni Fattori;

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  • i vestiti di Livia sono tratti da Il canto dello stornello e La visita di Silvestro Lega.

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Netflix produrrà una serie tratta da Dracula di Bram Stoker con gli autori di Sherlock

Quanti di noi hanno amato il Dracula di Bram Stoker sia sulla carta stampata sia sulla pellicola diretta dal buon Francis Ford Coppola?

E’ giunta l’ora di darvi una buona notizia, Netflix ha deciso di produrre insieme alla BBC, una miniserie tv sul conte vampiro più famoso della storia.

Per maggiori informazioni vi suggerisco l’articolo dove ho letto questa notizia: COMINGSOON

 

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“BIG MOUTH 2” un’irriverente serie che ci insegna ad accettare il nostro corpo.

Big Mouth è una serie animata, per certi versi unica nel panorama netflixiano, in grado di raccontare, in maniera più che originale, il microcosmo interiore di un adolescente alle prese con la fase della consapevolezza della propria sessualità. Dopo una prima stagione da serie rivelazione, è tornata con la seconda stagione che, a mio parere, non solo eguaglia la prima ma la supera.

big-mouthTema centrale di questa seconda stagione è l’accettazione del proprio corpo, la paura quindi della nudità e di essere giudicati, il tutto come sempre in maniera divertente e originale.

Se pian piano le serie Netflix stanno diventando tutte uguali, è proprio nelle serie animate che si sta muovendo qualcosa di concreto verso un’evoluzione narrativa.

Visione consigliatissima! Io non vedo l’ora che esca la terza stagione…

 

Trama

Nick e Andrew, insieme ai loro amici, scoprono i cambiamenti, le meraviglie e gli orrori dell’adolescenza, con il supporto dei loro genitori e dei mostri della pubertà, Maurice e Connie.

 

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“CLIMAX” di Gaspar Noè, quando esce in Italia?

CLIMAX il nuovo perturbante film di Gaspar Noè è ambientato in un’onirica e terrorifica festa che scivola nel delirio nel corso di una notte d’autunno.

A metà degli anni ’90, 20 ballerini urbani si uniscono per una prova di tre giorni in un collegio in disuso situato nel cuore di una foresta. Qui organizzano una festa attorno a una grande ciotola di sangria. La ciotola è stata diluita con della droga, nessuno sa chi l’ha messa e perchè, su ognuno provocherà reazioni diverse.

la provocatoria locandina dice : avete disprezzato I Stand Alone, avete odiato Irreversible, avete detestato Enter the Void, avete maledetto Love, ora provate Climax!CLIMAX-poster-GASPAR-NOE.jpg

La data d’uscita del film in Italia era prevista per il 19 settembre 2018, ma non è stato così purtroppo. Ci sono ancora dei problemi di distribuzione e per ora in italia solo gli amici milanesi hanno potuto godere di questa visione al “TOHorror Film Fest” dove il 10 ottobre è stato proiettato in anteprima.

Speriamo che la data di uscita in sala sia il prima possibile, nel frattempo godiamoci il magnifico trailer.

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“Il disprezzo” Godard inscena l’amore totale, tenero e tragico.

Il disprezzo (Le Mépris) è un film del 1963 scritto e diretto da Jean-Luc Godard e tratto dall’omonimo romanzo del 1954 di Alberto Moravia.

 

TRAMA (fonte Wikipedia)

Lo scrittore francese Paul Javal, si trova a Roma con la sua attraente e giovane moglie Camille (Brigitte Bardot), convocato dal produttore statunitense Jerry Prokosch per riscrivere la sceneggiatura d’un film sull’Odissea diretto dal famoso regista tedesco Fritz Lang, ritenuto senza sbocchi commerciali. Tra Camille e Paul si crea un malinteso: Camille sostiene erroneamente che Paul sfrutti la sua bellezza per ottenere delle agevolazioni dal produttore Prokosch che nei confronti di Camille ha un atteggiamento malizioso. Questo malinteso avrà gravi conseguenze sul futuro e l’armonia coniugale della coppia, in Camille nascerà un forte e profondo sentimento di disprezzo nei confronti di suo marito, il quale non comprende il cambiamento radicale di sua moglie, ostinata e irreversibile.

Fra le mura della casa di Paul e Camille si consuma una lunga discussione, Paul vuole comprendere il motivo che sta allontanando sua moglie da lui, lei imperterrita non vuole dargli spiegazioni. Paul vuole farle capire che il motivo per cui ha accettato di lavorare per Prokosch è garantire a lei una vita agiata, Camille non comprende, mantiene un atteggiamento impulsivo e privo di qualsiasi riflessione. Il giorno seguente raggiungono Capri, dove girano alcune scene: Prokosch ha affittato una grandiosa villa moderna nella quale continua il suo gioco con Camille. Paul cerca di guadagnare la stima di Lang, spiegandogli l’intenzione di riscrivere da un punto di vista psicologico la vicenda di Ulisse e Penelope, sull’esperienza del rapporto conflittuale con la moglie, ma Lang gli risponde francamente di non essere interessato a un approccio moderno, psicanalitico, bensì al cinema classico, al rapporto uomo/natura inserito nel paesaggio mediterraneo.

Camille decide di cedere alla corte di Prokosch ormai certa di voler lasciare suo marito. Paul non vuole perderla e le dice di essere disposto a rinunciare al lavoro pur di averla accanto, ormai consapevole del motivo per cui Camille nutre del rancore nei suoi confronti vuole dimostrarle che sta sbagliando, i tentativi di ristabilire un’armonia sono inutili. Camille decide di chiudere definitivamente il suo rapporto con Paul e di partire con Prokosch.

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Godard anni dopo Fino all’ultimo respiro si ritrova a girare un film con un budget spropositatamente più grosso (500 milioni di franchi in più), d’altronde non esistono due film più distanti tra loro di questi.

Tratto dal romanzo di Moravia, il film tratta un amore tragico e disperato che si interroga sulla purezza dell’immagine cinematografica. Cinema simbolizzato dal perosnaggio che interpreta se stesso ovvero il grande maestro Fritz Lang, e dal mercantilismo della produzione di un film e dei suoi assurdi compromessi.

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Purtroppo tutto queste tematiche non esistono nella versione Italiana perchè Carlo Ponti non capì il film e decise di stravolgerlo completamente. Nell’edizione scandalosa di Ponti non solo il film viene montato diversamente ma viene fatta una color correction diversa, cambiò la colonna sonora (il jazz di Piero Piccioni al posto degli archi di Georges Delerue) e persino il finale. Fece doppiare pure i dialoghi cambiandoli completamente, il film divenne grottesco. Godard ovviamente non volle firmare questa versione infatti il suo nome lo si trovava nella voce “aiuto regia”.

 

 

TI AMO TOTALMENTE, TENERAMENTE, TRAGICAMENTE.

Vi lascio con questa sequenza, tra le migliori del cinema, anche questa tagliata nella versione italiana.

 

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10 ERRORI CHE NON HAI NOTATO IN “LA CASA DI CARTA”

Buonasera ragazzi,

navingando per il web, quasi per caso, ho trovato questo video “10 ERRORI CHE NON HAI NOTATO IN LA CASA DE PAPEL” pubblicato da Famiglia Suricata .  Effettivamente hanno ragione ci sono un sacco di errori, ciò non toglie nulla alla bellezza della serie, a me è piaciuta ugualmente però è curioso constatare che un progetto di successo come questo abbia anche lui i suoi “errori”.

Buona visione

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“Fino all’ultimo respiro” il film manifesto della Nouvelle Vague

TRAMA
Michael (Jean Paul Belmondo), un “losco” uomo marsigliese ruba un’auto e corre verso Parigi. A causa di una banale infrazione è costretto, dopo un inseguimento, ad uccidere un uomo della polizia. Arrivato a Parigi incontra Patricia (Jean Seberg), dopo una breve e tormentata storia d’amore la ragazza lo denuncia. Con questa opera prima Jean-Luc Godard firma il film manifesto della Nuovelle Vague.

La storia del film:jean-luc-godard-14

Parigi 16 marzo 1960: data della prima proiezione pubblica di “Fino all’ultimo respiro”. A detta di molti questa data è l’inizio del cinema moderno. Il primo film di Godard decreta la fine di un cinema francese, fino ad allora, improntato sulla sceneggiatura letteraria e su un sistema di narrazione e di recitazione di stampo teatrale. La critica lo osanna per le sue innovazioni linguistiche, il pubblico per la storia d’amore vera dei due amanti.

Godard come saprete era una delle penne più affilate della prestigiosa rivista Cahiers du Cinéma, aveva contribuito ad accusare la tradizione francese opponendovi il nuovo cinema americano.

 

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Dopo varie proiezioni clandestine del film, non si aspettava altro che l’uscita ufficiale di questa pellicola giovane sui giovani che si impadroniscono della città. Film senza un vero soggetto e una storia, che rifiuta la sceneggiastura e fa un uso folgorante del dialogo. Il budget era ridottissimo: invece dei binari per fare le carrellate sulle Champs-Élysées misero la macchina da presa sopra un carrello della spesa. Sempre nelle scene di passeggio le comparse guardano tutte in macchina, proprio perchè le scene erano rubate dal vivo. Il direttore della fotografia Coutard era in realtòà un paparazzo, per questo Godard lo sceglie, appunto per riuscire a ottenere la migliore fotografia nelle situazioni più difficili. Andrè Bazin parlando del film “da prova di quella bellezza che egli ricerca e che si definisce lo splendore del vero

 

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Gli autori di questo movimento esordiscono con film molto diversi tra loro però uniti da una cosa: le condizioni di produzione e realizzazione. Figli di una rivoluzione tecnica che stava portando a una maggiore leggerezza e flessibilità degli strumenti di ripresa : Chabrol, Truffaut, Rohmer, Rivette e Godard cominciano a girare senza un vero piano di produzione, con troupe ridotte e avendo per guida inquadrature di altri film. Girano con la volontà di abbattere le regole stabilite.

 

IL MONTAGGIOJean-Paul-Belmondo-Fino-allultimo-respiro.png

Il film durava più di due ore ma l’ accordo con il produttore era che dovesse durarne massimo novanta minuti, quindi Godard si ritrova a dover tagliuzzare il film, creando un nuova modalità di linguaggio (attraverso jump cut) che afferma la priorità del frammento rispetto all’unità del racconto.

Ciò che volevamo era il diritto di filmare dei ragazzi e delle ragazze in un mondo reale e che questi, vedendo il film, fossero sorpresi, loro, di essere sé stessi e al mondo. Jean Luc Godard

 

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