STAN LEE: ci lascia ma le sue storie resteranno per sempre.

<Riporto un’ultim’ora da Repubblica

E’ morto a 95 anni Stan Lee (vero nome Stanley Martin Lieber), il fumettista, editore e produttore di cinema e tv americano. E’ stato a lungo presidente e direttore editoriale della Marvel Comics, per la quale ha sceneggiato moltissime storie. Era nato a New York il 28 dicembre del 1922.

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Ennio Morricone: “Mai dato del cretino a Tarantino”

Da due giorni tutti i blog e quotidiani hanno fatto girare una fake news riguardante una presunta intervista dove Ennio Morricone avrebbe dato del cretino a Quentin Tarantino. Il compositore smentisce l’incontro con un giornalista dell’edizione tedesca di ‘Playboy’. E parlando con “Repubblica” chiarisce: “Non solo non ho detto mai quelle cose, ma non le penso. Darò mandato ai miei avvocati di denunciare quella rivista”

“The other side of the wind” l’opera testamento di Orson Welles,è su Netflix.

The Other Side of the Wind è un film Orson Welles, girato tra il 1970 e il 1976 insieme a registi ed amici quali Peter Bogdanovich, John Huston, Norman Foster, Susan Strasberg, Oja Kodar e Joseph McBride, ma completato e distribuito solo nel 2018.

La sceneggiatura affronta una tematica molto diversa da quelle degli altri film di Welles. È la storia dell’ultima notte di un vecchio regista, J.J. “Jake” Hannaford, ormai sul viale del tramonto, che sta per girare un film a basso costo, pieno di nudi, estremista.

Come accaduto spesso nella sua carriera, la produzione venne sospesa molte volte a causa dei finanziamenti che venivano a mancare. Nonostante fosse un film completo per quanto riguarda il girato, Welles riuscì a montarne solo 45 minuti e alla sua morte, nel 1985, tutto il materiale, oltre mille pizze, rimase bloccato a Parigi per conflitti tra i titolari dei diritti di proprietà, tra i quali la figlia Beatrice e la compagna di Welles, Oja Kodar. Il regista Peter Bogdanovich, al quale Welles si rivolse chiedendogli di finirlo “se mi dovesse succedere qualcosa”, dichiarò che stava tentando di terminarlo allo scopo di presentarlo al Festival di Cannes nel 2010 ma la situazione si sblocca solo nell’ottobre del 2014 quando viene annunciata la possibile uscita in occasione del centenario della nascita del regista, il 6 maggio 2015.[1]

Una pellicola strepitosa, chiunque studi cinema la dovrebbe vedere. Un’opera avanti di 40 anni (forse pure di più), perchè il racconto avviene attraverso le videocamere dei giornalisti che invadono la casa Hannaford e, avendo ogni giornalista una camera diversa, si passa da inquadrature a colori a inquadrature in bianco e nero, da tipi di qualità più alta a qualità più bassa. Le scene del film girato dal regista Hannaford, quindi il film nel film, sono girate in 16:9 mentre le scene del film sono in 4:3, appunto risoluzione televisiva.

Visione consigliatissima!

ps se il film vi è piaciuto vedetevi anche il making of, sempre disponibile su Netflix, “Mi ameranno quando sarò morto”.

Una rivoluzione audiovisiva chiamata “Indie”.

La parola “indie” non identifica un genere musicale preciso bensì comprende tutti quei cantanti che non sono associati a grosse case discografiche, le cosiddette “major”, e (soprattutto) non sono stati lanciati da un talent show televisivo.

Proprio per questo motivo, oserei parlare di rivoluzione, come tale d’altronde da essere rottura di un canone è diventata essa stessa un canone.

Venivamo in Italia da anni di talent show che sfornano musicisti tutti uguali, dandogli una visione con dei budget spropositati a tal punto da rendere quasi impensabile ogni tipo di confronto tra un autore “libero” a uno uscito da un talent. L’unica maniera per avere visibilità sembrava essere quella del talent, invece così non è stato (menomale!).

Certo i talent hanno ancora la loro importanza, ma come possiamo notare quanti autori provenienti dai talent negli ultimi 5 anni sono ora all’attivo? Forse tutti ma non lo sappiamo, perchè la gente ama il programma in sè a prescindere da chi vi stia partecipando, certo si tifa per uno piuttosto che per un altro ma, finito il talent finito il tifo… l’anno prossimo si tiferà per qualcun’altro.

Ma ora veniamo a noi… L’indie italiano nasce intorno ai primi anni Duemila, con artisti come Tre allegri ragazzi morti e i Baustelle, che con il loro “Sussidiario illustrato della giovinezza” sembrano prendere il posto degli Afterhours di Manuel Agnelli e i Marlene Kuntz, che negli anni Novanta erano le band di rock alternativo di maggior successo.

Arrivano poi gli Offlaga Disco Pax nel 2005 e nel 2007 fa la comparsa il progetto del cantautore Vasco Brondi, Le luci della centrale elettrica. Nello stesso anno nasce la 42 Records, etichetta indipendente che intuisce il bisogno di una voce fuori dal coro nel panorama musicale italiano.

Nel 2010 un ventiquattrenne romano, Niccolò Contessa, nascosto dietro lo pseudonimo I Cani, comincia a far girare dei video su YouTube che, nel giro di pochi mesi e grazie all’avvento di Facebook, diventano presto virali. Con il successo di “Il sorprendente album d’esordio de I Cani”, Contessa viene messo subito sotto contratto dalla 42 Records, etichetta con la quale rimane tuttora sotto contratto, in attesa che esca il nuovo album che sta lasciando con il fiato sospeso tutti i fan.

L’indie però trova la sua consacrazione con autori come Calcutta e Liberato.

I quali, attraverso i loro videoclip (regia di Francesco Lettieri), cambiano completamente l’orizzonte del mondo videoclipparo che andava sempre più verso una finta qualità, finta perchè era solo quantificabile in pixel che in contenuti (2k o 4k o quello che vi pare). TEVOGLIO

Mentre tutte le major girano questi videoclip “perfetti” sempre in termini di definizione, Lettieri con Calcutta girano in pellicola un piano sequenza lungo esattamente quanto la canzone “Pesto”. Il video è bellissimo, magistralmente diretto da Lettieri, il quale ci dimostra che la qualità non è nella definizione ma in cosa metti nel quadro.

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Non abbiamo la presenza di volti noti del cinema o della televisione, cosa che fanno sempre di più le major, ma persone “normali” o attori non noti al grande pubblico. I volti sono quelli del mondo di tutti i giorni.

Le location non sono più quelle degli studi con luci settate, lens flare a manetta e montaggio a tempo. Si gira per strada, Calcutta racconta il suo mondo e Liberato racconta la sua Napoli e la sua storia d’amore divisa in più videoclip che raccontano momenti diversi che l’ascoltatore deve ricostruire come si fa con i puzzle.

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In più abbiamo la rottura totale con l’immagine standard che deve avere una star della musica con Liberato, ragazzo senza figura e senza identità.

Ma chi è veramente Liberato? Le teorie si sprecano. Quello che sappiamo è che senza accorgercene qualcosa nella musica è cambiato, per poi, come tutte le cose, restare com’è. Ora Calcutta, The Giornalisti e tanti altri sono parte integrante del sistema musicale e quindi le cose cambieranno, però questa piccola rivoluzione c’è stata e sono contento di averla vissuta e analizzata.

Una cosa è certa: il cinema nei videoclip indie, ci ha raccontato meglio di quanto lo abbiano fatto i film (di questi anni)  in sala.

Vi lascio con questi tre stupendi videoclip.

perchè PEAKY BLINDERS è la migliore serie presente su Netflix.

Peaky Blinders è una serie televisiva britannica di genere drammatico, creata da Steven Knight, ambientata dopo la prima guerra mondiale.

La storia inizia nel 1919 nella povertà della Birmingham del primo dopoguerra dove tutti lottano per sopravvivere ad un periodo particolarmente difficile dal punto di vista storico ed economico. La storia è ambientata nel quartiere di Small Heath e si focalizza particolarmente sulla famiglia Shelby, il cui capofamiglia è anche il boss della gang detta “Peaky Blinders”, dall’usanza di nascondere una lametta nel risvolto dei cappelli, in modo tale da poterla utilizzare anche come arma. In senso stretto il termine “Peaky Blinders” denota la classica forma affusolata del paraocchi del berretto (lett. “Peaky Blinders”: paraocchi a punta).

La leadership di Tommy Shelby è messa a dura prova dall’arrivo in città da Belfast dello spietato poliziotto Campbell, deciso a ripulire il marcio e la delinquenza a tutti i costi, e da una donna, Grace Burgess, dal passato misterioso.

I motivi principali per cui questa serie è la migliore presente sul catalogo, sono 3:

1 motivo: perchè non è una serie originale netflix, quindi non segue la solita regie e le solite autocitazioni che oramai contaminano tutte le serie orginali della piattaforma

2 motivo : per la regia e la sceneggiatura stratosferica di Steven Knight, già autore di un film che ho molto amato “Locke”.

3 motivo : per la presenza di un cast stellare, in primis un Cillian Murphy in stato di grazia, un immenso Tom Hardy e nella 4a stagione un temibile Adrien Brody

Non voglio anticiparvi altro, vedetela e capirete…

i film horror da vedere su Netflix ad Halloween

Nella notte più spaventosa dell’anno come fare a ricreare la situazione ideale? Beh sicuramente vedendo queste pellicole al buio con qualche amico, possibilmente fifone,  può aiutare..

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Una giovane infermiera deve prendersi cura di un’anziana scrittrice in una villa infestata.

 

EMELIE

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è una babysitter disinvolta, divertente e puntuale, finchè l’incubo non ha inizio.

 

LITTLE EVIL

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Pensate che sia duro fare il patrigno? Beh consolatevi, il figliastro di Gary è l’anticristo in persona.

 

MALEVOLENT LE VOCI DEL MALE

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L’agenzia di sensitivi Sayers promette di liberare le case dagli spiriti ma è una truffa, finchè tutto non cambia…

La prima e più grande Fake News della storia compie 80 anni, firmata Orson Welles.

Il più grande “fake” della storia compie 80 anni. La sera del 30 ottobre 1938 la Columbia Broadcasting System e le sue stazioni affiliate trasmettono una trasmissione radiofonica destinata a passare alla storia: il 23enne Orson Welles annunciava l’invasione degli alieni per mezzo de “La guerra dei mondi”

Per rendere il prodotto appetibile al grande pubblico americano, Orson Welles si è finto un cronista inviato sul luogo dell’accaduto. Il normale palinsesto radiofonico, un concerto di musica classica, si interrompe con notizie flash che narrano lo svolgersi della vicenda: la caduta di un meteorite, uno strano cilindro di metallo, la polizia che recinta il cratere. Sia all’inizio che a conclusione del programma, la CBS specifica che il testo è d’invenzione, che non c’è nulla di cui preoccuparsi, che è tutto finto. Risultato? L’America, da Nashville a Minneapolis, è in delirio

 

Il fake rese celebre Orson Welles, che si ritrovò a firmare tre contratti per Hollywood dopo la superba interpretazione. Da quel momento, La fine del mondo di Orson Wells divenne un’emblema della cultura pop, l’esempio delle meravigliose (e potenzialmente dannose) possibilità comunicative dei media.

Qualche anno dopo il giovane Orson dirigerà “Citizen Kane” (Quarto Potere) secondo la critica americana il più grande film della storia.

I migliori 8 film noir di sempre (secondo Giuseppe Tornatore)

Il grande maestro italiano Giuseppe Tornatore ha stilato la lista dei suoi 8 preferiti film noir di sempre. In questo articolo vi posto il link dei film completi e la trama, se siete fan del genere e non li avete mai visti, potrebbe tornarvi utile. Se li avete già visti, come me, non fa mai male rivedere questi capolavori.

 

La fiamma del peccato (1944) di Billy Wilder

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è un film del 1944 diretto da Billy Wilder e interpretato da Fred MacMurray, Barbara Stanwyck e Edward G. Robinson, adattamento dell’omonimo romanzo di James M. Cain. Candidato a sette premi Oscar, è considerato uno dei primi film noir e uno più rappresentativi del genere per la cupa ambientazione urbana e l’intensa caratterizzazione dei personaggi, in particolare della dark lady Phyllis Dietrichson, interpretata dalla Stanwyck e classificatasi 8ª tra i migliori villain della storia del cinema secondo l’American Film Institute.

La donna del ritratto (1944) di Fritz Lang

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Il professore di criminologia Richard Wanley rimane solo in città dopo aver accompagnato alla stazione moglie e figli in partenza per le vacanze. Si reca al club per una serata con gli amici e vede in una vetrina il ritratto di una donna affascinante. Quando esce dal club si ferma di nuovo a contemplare il ritratto. Inaspettatamente sul vetro della vetrina si materializza l’immagine della donna. Ella ha nome Alice. Scambia qualche battuta con Wanley e lo invita a casa propria, con la scusa di mostrargli i disegni relativi al ritratto. Ma l’incontro galante è bruscamente interrotto dalla visita dell’amante della donna, un ricco uomo d’affari. Costui, geloso e adirato, si getta contro Wanley, che, afferrate istintivamente e per legittima difesa un paio di forbici posate su un tavolino, utilizzate precedentemente per stappare una bottiglia, uccide l’aggressore. Il suo primo impulso è quello di chiamare la polizia e denunciare l’accaduto, ma riflettendo sulle conseguenze sociali dell’apparire pubblicamente implicato in un assassinio, cambia proposito. Presa l’auto, si reca fuori città e si libera del cadavere gettandolo in un bosco.

 

Lo specchio scuro (1946) di Robert Siodmak

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FILM COMPLETO https://www.youtube.com/watch?v=ob2WVfT6eX8

Protagoniste sono due gemelle. A carico di una di esse pende l’accusa di omicidio, ma la polizia non riesce a formulare l’incriminazione per la reticenza delle due donne che non consente di stabilire quale delle due sia l’omicida. L’incaricato delle indagini è il tenente Stevenson, che si giova dell’aiuto del dottor Scott Elliott, uno psicanalista di cui entrambe le donne non tardano a innamorarsi.

Crime and Punishment – Ho ucciso! (1935) di Josef von Sternberg

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è un film del 1935 diretto da Josef von Sternberg, liberamente ispirato al romanzo Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij.

FILM COMPLETO https://www.youtube.com/watch?v=tXHCMeXzDas

Le catene della colpa (1947) di Jacques Tourneur

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Jeff Bailey è gestore di una stazione di servizio a Bridgeport, una piccola città di provincia dove vive tranquillo dividendosi tra il lavoro e la pesca sul fiume. Jeff frequenta una ragazza, Ann, la cui famiglia è però contraria alla loro relazione; Ann è oggetto di attenzioni anche da parte di Jim, l’aiutante dello sceriffo. Un giorno Jeff riceve la visita inaspettata di Joe Stephanos, sgherro del gangster Whit Sterling per il quale lui aveva già lavorato tre anni prima.

Detour (1945) di Edgar G. Ulmer

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Al Roberts, un pianista squattrinato di New York, decide di raggiungere in autostop la sua ragazza, che è andata a cercare fortuna a Los Angeles. Quando è già nell’Arizona ottiene un passaggio dal facoltoso signor Haskell. Questi si offre di portarlo fino a destinazione, dato che è diretto a Los Angeles per effettuare una scommessa su un cavallo.

FILM COMPLETO https://www.youtube.com/watch?v=DoYMXD54eeY

 

Le Trou Il buco (1960) di Jacques Becker

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Il film si apre con la presentazione di Roland; un ex detenuto, uscito di prigione, che racconta agli spettatori la sua storia di quando era in carcere. Parigi, carcere de La Santé. Gaspard Claude è un detenuto in attesa di giudizio per il tentato omicidio della moglie; a causa di lavori di ristrutturazione viene trasferito nella cella di un’altra ala che ospita quattro carcerati, disturbati dall’arrivo del nuovo “ospite”. Quando Gaspard torna momentaneamente nella vecchia cella per raccogliere i propri effetti personali, i quattro si mostrano perplessi e indecisi se rivelare al nuovo arrivato il loro segreto e, dopo una breve discussione, decidono – nonostante l’obiezione del “duro” Manu Borelli – di comunicargli le loro intenzioni.

 

Il delitto perfetto (1954) di Alfred Hitchcock.il-delitto-perfetto-1525366575.jpeg

Londra. Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della consorte inscenando «un delitto perfetto», in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna.

Cosa vedere su Netflix e Amazon (novembre 2018)

Netflix attraverso questo video ha anticipato agli utenti le uscite del prossimo mese. Tra i titoli possiamo vedere, finalmente, Narcos Messico ed il nuovo film dei fratelli Coen.

 

Mentre per quanto riguarda Amazon Prime Video ecco le proposte per il mese di novembre, tra tutte quella ad incuriosirmi di più è la serie di Matthew Weiner ( i Soprano, Med Man) The Romanofss.

 

THE ROMANOFFS – Prima stagione

(un episodio ogni venerdì fino al 23 novembre)

La nuova serie ideata da Matthew Weiner(Mad Men, I Soprano) che segue le vicende di alcuni personaggi, sparsi in giro per il mondo, che affermano di essere dei diretti discendenti della famiglia russa dei Romanov.

 

PATRIOT – Seconda stagione

(9 novembre)

L’agente segreto John Tavner  ha un nuovo incarico: fingendosi un impiegato di una società petrolifera, John trovare lo stratagemma per impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari.  Ma la sua missione potrebbe rischiare di fallire anche a causa dei suoi problemi personali e mentali.

BEAT – Prima stagione

(9 novembre)

Racconta la storia di Robert Schlag, battezzato Beat, un promotore di club berlinese di 28 anni che è dipendente dalla vita notturna di Berlino, compresi droghe e sesso (con uomini e donne). Beat lavora per il più famoso club techno di Berlino, Sonar, di proprietà del suo migliore amico Paul. Date le connessioni di Beat con la scena del club, si mette al centro dell’European Security Intelligence (ESI) perché ha bisogno di aiuto mentre investiga i club. Il principale sospettato è Philipp Vossberg, il nuovo comproprietario del Sonar. È un ragazzo intelligente e bello ma spietato che vende organi umani e usa il club per coprire i suoi affari sporchi. Emilia (che lavora per l’ESI) collabora con Beat nel suo pericoloso viaggio attraverso il traffico di organi e commerci di armi, il tutto di fronte allo sfondo della scena della festa di Berlino.

HOMECOMING – Prima stagione

(2 novembre)

Heidi Bergman (Julia Roberts) è un’assistente sociale presso Homecoming, una struttura del gruppo Geist che aiuta i soldati a passare alla vita civile. Anni dopo ha iniziato una nuova vita, vivendo con sua madre e lavorando come cameriera, quando un auditor del Dipartimento della Difesa domanda perché ha lasciato la struttura di Homecoming. Heidi si rende presto conto che c’è tutta un’altra storia dietro la storia che ha raccontato a se stessa.

 

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Benigni nel cast del nuovo film di Matteo Garrone

Roberto Benigni torna al cinema per interpretare Geppetto in #Pinocchio, il nuovo film scritto e diretto da Matteo Garrone.

“Un grande personaggio, una grande favola, un grande regista: fare Geppetto diretto da Matteo Garrone è una delle forme della felicità.”

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Questo riporta sulla propria pagina fb Matteo Garrone, il papabile futuro regista italiano candidato agli oscar parla della sua prossima pellicola : Pinocchio. Dalle indiscrezioni si parla di una rivisitazione della fiaba di Collodi in chiave nera. Garrone sostiene che Pinocchio per l’appunto sia stata sin da subito una fiaba nera, poi rivisitata e resa più vendibile ad un pubblico più vasto.

Sono un profondo estimatore di Garrone, spero tanto in questo film e non vedo l’ora che esca al cinema!

 

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