“Al mio posto, molti genitori vorrebbero che la faccenda svanisse. Pregano che i loro figli caschino in piedi, ma io non sono un genitore del genere. Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta che a trent’anni siamo prosciugati e ogni volta che ricominciamo con qualcuno diamo sempre meno. Renderti insensibile così da non provare nulla questo si che sarebbe un grande peccato.”

“Chiamami col tuo nome” è innanzitutto un libro scritto da  André Aciman, sceneggiato  da James Ivory ,  diretto da Luca Guadagnino.  È il terzo e ultimo film della “trilogia del desiderio” di Guadagnino, dopo Io sono l’amore (2009) e A Bigger Splash (2015).

Ho amato molto il libro perché mi ha fatto viaggiare in un mondo a me sconosciuto, quello dell’amore omosessuale, come mai nessun’altra opera era riuscita. Quando si trattano temi così “difficili” è facile cadere nei soliti cliché, rischiando di non creare empatia col pubblico e di essere ricordati solo come una “provocazione”. In questo film, come nel romanzo, l’amore irrompe così prepotentemente da non farci pensare a niente, se non all’amore stesso, che si incontra una sola volta nella vita.

chiamami-col-tuo-nome-cinematographe.jpg

La macchina da presa di Guadagnino non può far altro che cullare dolcemente l’adattamento di uno dei romanzi più belli del nostro secolo. Nell’eterno dilemma sul perché da bellissimi romanzi escano film deludenti, Guadagnino ne esce da vincente,  da uno stupendo romanzo ne è venuto fuori un bellissimo film. Da menzionare sono le straordinarie interpretazioni di: Timothée Chalamet (nel ruolo di Elio) e di Armie Hammer (nel ruolo di Oliver).

Il grande  Timothée Chalamet  riesce con la sua interpretazione a dare un finale così denso di emozioni, solamente con il suo sguardo perso nel camino. Il libro però finisce con un breve ma stupendo monologo, forse uno dei più belli di sempre. Ho deciso allora di non negarvelo, come ha invece deciso Guadagnino.

 

 

  • Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo e chiamami col tuo nome.

 

Il film ha ricevuto quattro candidature ai premi Oscar 2018 come miglior film, miglior attore (Chalamet), miglior sceneggiatura non originale, miglior canzone (Mystery of Love).

 

DA VEDERE ASSOLUTAMENTE

VOTO: 8

Annunci