“La rabbia genera solo altra rabbia.”

Quale frase fu più vera se non questa? Cosa c’è di più pericoloso di una madre che cerca vendetta per l’assasino di sua figlia?

La storia ruota intorno ai tre “roadside billboards”, tre cartelloni giganti su un tratto di strada secondaria, che una madre affamata di giustizia per la figlia assassinata affitta per scriverci questo messaggio: “Stuprata mentre moriva/E ancora nessun arresto/Come mai, sceriffo Willoughby?”. La provocazione innesca una catena di eventi imprevedibili, perché tutti i poteri della comunità muovono guerra alla combattiva Mildred.

È una Dark Comedy che a me, sia per la “magnifica” presenza di Frances McDormand sia per il continuo passaggio dalla commedia grottesca al dramma, ricorda il film che la rese un’icona del cinema, tra l’altro diretto da suo marito Joel Cohen insieme al fratello Ethan Cohen (due sconosciuti), ovvero “Fargo” (1996). Ma era ovvio a chiunque nel 96 che dopo “Fargo” non si sarebbe mai potuto fare qualcosa di più geniale muovendosi sempre nella dark comedy (non era ovvio a me solo perchè allora avevo 4 anni). Quindi non gli si può fare una colpa a  Martin McDonagh, regista di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” anche perchè tolta questa influenza il film scorre e vive di vita propria.

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Ho amato il piano sequenza in cui l’agente Jason Dixon (interpretato da Sam Rockwell) esce dalla caserma, nervoso e triste per la perdita del suo Sceriffo, va nel palazzo di fronte, sale le scale e inizia a picchiare senza motivo il proprietario dei manifesti Red Welby (interpretato da Caleb Landry Jones) per poi buttarlo dalla finestra.

Commoventi sono le lettere che lo Sceriffo lascia, dopo la sua morte, a tutti i personaggi. E’ un film che mi ha fatto ridere, piangere e riflettere. Pensate di trovare nel panorama italiano tutto questo in un unico film?

In bocca al lupo allora!

DA VEDERE ASSOLUTAMENTE

VOTO: 8

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