Avete presente il momento in cui siete all’ultima puntata di una serie che vi ha emozionato come poche? Stesso momento in cui realizzate che sarà difficile ora cominciare a vederne un’altra?

Bene questo è il mio momento. Ieri ho finito una delle serie più belle di sempre, per me seconda solo a GOT (Game of Thrones), ovvero “Downton Abbey”. Mai mi sono sentito così a casa come a Downton, la macchina da presa, fin dal primo frame della prima puntata, ti fa perdere nei corridoi di questo palazzo, sussurrandoti all’orecchio “questa adesso è casa tua”.

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La nobile famiglia Crawley di Grantham diventa la tua famiglia, con pregi e difetti i personaggi ci accompagnano nei loro ricordi dei periodi più fasti, quando con ansia si aspetteva l’era moderna. La serie è ambientata nei primi del 900″, quando la nobiltà sapeva ormai di avere i minuti contati e allora si viveva la vita come se ogni giorno fosse l’ultimo.  La servitù, le cene, i gala, le battute di caccia, l’obbligo morale, l’amore.

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I loro personaggi mi hanno insegnato tante cose, prima su tutte quella di mordere la vita, senza vergognarsi di essere spaventati dal futuro.

“Che senso avrebbe vivere se non permettessimo alla vita di cambiarci?”

Robert, Cora, Lady Mary, Edith, Sybil, Lady Violet, Charlie, John, Sarah, Anna, William,  il caro Thomas, Gwen, Elsie, Daisy,  Matthew…  Grazie di tutto e a presto!

 

CAPOLAVORO

 

 

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