Quarto Potere è considerato uno dei migliori film della storia del cinema statunitense. L’American Film Institute, la rivista cinematografica Sight & Sound e la BBC l’hanno giudicato il miglior film americano di sempre.

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A soli venticinque anni Orson Welles dirige il suo primo film, Citizen Kane (In italiano Quarto Potere), che assieme a L’infernale Quinlan rimarrà l’opera più completa del regista statunitense. La storia è incentrata sulla vita del magnate Charles Foster Kane, editore ricco di capitali e povero di sentimenti giunto in punto di morte. Welles, con l’ausilio di svariati flashback, ricostruisce la vita e le imprese, a volte moralmente discutibili, di un uomo di successo. Lo spettatore, attraverso le testimonianze dei collaboratori e delle persone più vicine a Kane, viene coinvolto in un una ricostruzione dei fatti condotta in maniera magistrale (specie dal punto di vista della tecnica di regia innovativa messa a punto da Welles). Un’opera riuscitissima sul potere e le ombre dell’informazione, uno spartiacque fra il vecchio e il nuovo modo di fare Cinema.

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L’aspetto più innovativo del film è costituito dall’uso, per la prima volta consapevole e sistematico, della profondità di campo e del piano sequenza (un’inquadratura che dura tutta una sequenza). La profondità di campo è una tecnica che permette a tutto ciò che appare nell’inquadratura, sia in primo piano che sullo sfondo, di essere costantemente a fuoco. Grande anticipazione del cinema moderno si trova nell’uso della cinepresa: essa non è un dato oggettivo, né uno strumento per mostrare il punto di vista dei personaggi; essa si muove invece indipendente per il set: è lo sguardo del regista. Non è un caso quindi nemmeno che sia la cinepresa e solo lei a sciogliere il mistero di Rosabella.

CAPOLAVORO ASSOLUTO

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