Cosa dirà la gente di me? Che sono una persona vera.

Non aspettatevi che i fatti che vedrete raccontati in Tonya siano tutti veri, ce lo dice lo stesso regista Craig Gillespie all’inizio del film. La confezione è quella di un falso documentario, un mockumentary che inizia a giocare con lo spettatore dal primo fotogramma e non la smette più.

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Tonya Harding non ha avuto un’infanzia facile e le cose non le sono andate meglio crescendo. Eppure, sebbene sofferente d’asma e forte fumatrice, da sempre e per sempre poco amata dai giudici di gara, che non la ritenevano all’altezza di un modello da proporre, la Harding è stata una grande pattinatrice, la seconda donna ad eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale e tuttora una delle pochissime ad averne avuto il coraggio, tanto che il film di Gillespie, che racconta la sua ascesa e la sua caduta, ripercorrendo la sua biografia dai 4 ai 44 anni, ha dovuto supplire con effetti speciali, non trovando nessuna controfigura disposta o capace di farlo. Margot Robbie  dà vita ai mille toni del personaggio e infonde la vera linfa al film.

Non fatevi ingannare dal ritmo trascinante e l’ironia a palate, il film si svela nell’ultimo terzo come uno struggente ritratto della solitudine di una donna incapace di sfuggire a un destino di mediocrità scritto nei geni.

 

CONSIGLIATO

 

VOTO 7

 

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