Una serie di sfortunati eventi è una favola per bambini e i racconti che la compongono, per quanto possano essere particolari ed intriganti, difficilmente potranno fare presa su un pubblico adulto. Mark Hudis ha realizzato, invece, la serie più hipster della piattaforma di streaming riuscendo a costruire una narrazione su due livelli, adatta sia ai grandi che ai piccoli.

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La serie segue le sfortunate vicende degli orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire, perseguitati dal loro malvagio tutore, il conte Olaf, disposto a tutto pur di mettere le mani sulla loro eredità. I fratelli Baudelaire dovranno cercare in tutti i modi di sfuggire alle grinfie di Olaf e al tempo stesso scoprire di più sulla misteriosa morte dei loro genitori.

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Mettetevi comodi e godetevi uno spettacolo firmato Neil Patrick Harris: la vera star, anche in questa seconda stagione, è lui. L’attore di How I Met Your Mother nonché produttore della serie di Netflix si è ritagliato un ruolo, quello del Conte Olaf, che rappresenta fonte di soddisfazioni ma anche di grandi sfide. Olaf non è un semplice personaggio, un banale cattivo, un antagonista da sconfiggere: ma è tanti personaggi in uno, a mo’ di matrioska, che Harris deve interpretare di volta in volta andando a mascherare la maschera che già deve indossare del pericoloso personaggio: una sfida nella sfida, dunque, che Harris risolve con la chiave dell’ironia.

 

Certo, Una serie di sfortunati eventi un po’ stona nella miriade di proposte provocatorie ed ammiccanti di Netflix, ma proprio il suo restare legato ad un pubblico ancora innocente ma non ingenuo è ciò che rende questo show davvero originale: una differenziazione rispetto al resto dell’offerta della piattaforma che non gli permetterà, forse, di diventare un cult, ma gli garantirà il plauso di chi cerca semplicemente un intrattenimento un po’ retrò ma sempre efficace.

 

VOTO 8

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