I migliori film che ogni fotografo deve vedere

Il Portiere di Notte – The Night Porter618x332x2.jpg
Questo film sarà sempre controverso. Dovete vederlo per capirne il motivo. Per me, le luci sono fantastiche. È una storia contorta e oscura, ma la protagonista femminile, Lucia, il cui nome significa “luce”, e il senso di colpa del protagonista maschile che ha paura della luce, aggiungono molto intrigo anche per me. Ho guardato questo film talmente tante volte, ma ogni volta noto qualcosa di nuovo. Alfio Contini ha illuminato magnificamente questa storia oscura.

Il Padrino – The Godfather1024x768x2.jpg
Film epico di Francis Ford Coppola che rimarrà nella mia top 10 dei film di sempre. La storia, gli attori, la direzione artistica, sono tutti fantastici in questo film. Ma le luci sono impeccabili. Ricordo la prima volta che l’ho visto. La prima scena mi ha catturato. Le luci mi hanno catturato. Gordon Willis è sempre stato uno dei miei direttori della fotografia preferiti. Ha realizzato le luci anche per i miei film preferiti di Woody Allen, “Manhattan” e “Io e Annie”. E ha realizzato le luci per uno dei miei film preferiti di sempre: “Klute”. Lo metto in sottofondo quando lavoro al mio computer stando a letto.

 

A Venezia…un Dicembre Rosso Shocking – Don’t Look Now300x450x2.jpg
Anthony B. Richmond: GENIO! Ha realizzato anche Il Pianista che ha delle luci fenomenali. Guardo “A Venezia…un Dicembre Rosso Shocking” circa una volta l’anno. La storia è inquietante ma le luci ci portano a provare comprensione per i personaggi e il dolore che provano per la perdita della figlia. Vederlo è d’obbligo.

Sconosciuti sul Treno – Strangers on a Train457x755x2.jpg
Non possiamo dimenticare Hitchcock. E c’è così tanto da imparare sulla fotografia e il fare film guardando i suoi lavori. Ho menzionato “Sconosciuti sul Treno” ma Robert Burks, il primo direttore della fotografia di Hitchcock, ha diretto anche “La donna che visse due volte – Vertigo”, “Uccelli – Birds”, “Intrigo internazionale – North by Northwest”, “Caccia al ladro – To catch a thief”, etc. etc. E c’è molto da imparare da tutti questi film. Se 4 dei film che ho appena menzionato hanno vinto un Oscar o una nomination, dobbiamo studiare il direttore della fotografia, meritevole di rispetto. E anche se non guardo film di Hitchcock regolarmente, lo facevo quando frequentavo l’Art Center e studiavo per la prima volta le luci.

 

Barry Lyndon (1975)

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Ok, chi di voi là fuori ha una lente f 0.7? Bene, tra i fotografi di scena che conosco nessuno ha una tale tesoro e anche nella riccamente finanziata industria cinematografica, un così straordinario pezzo di vetro è molto raro, probabilmente limitato a uno solo – quello che il regista Stanley Kubrick ha usato per filmare le persistenti scene a lume di candela di Barry Lyndon. Per questi momenti, Kubrick aveva un obiettivo 50mm costruito per la NASA dalla Compagnia Carl Zeiss modificato con un adattatore Kollmorgen usato nelle macchine fotografiche. Con l’illuminazione delle candele non è stata usata luce artificiale. La luce calda generata dalle candele crea un’avvincente aspetto pittorico che ricorda Thomas Gainsborough e altri artisti dell’era in cui questo film è ambientato.

 

L’Ultimo Imperatore – The Last Emperor (1987) 263x353x2.jpg
Bernardo Bertolucci ha affrontato un’enorme sfida quando decise di affrontare la vera storia di Pu Yi, l’ultimo sovrano della Dinastia Ching antica 300 anni. Abbracciando il periodo dal 1908 al 1967, Bertolucci riuscì a trasformare la storia di Pu Yi in un avvincente (e tragico) epico storico.

Uno degli attrezzi cinematici più efficaci nel film è l’uso dei colori. Bertolucci e il direttore della fotografia Vittorio Storaro hanno utilizzato tavolozze di colori specifici per rinforzare simbolicamente e illustrare gli stati d’animo. Infatti, è stato detto che la vera stella del film sia la direzione della fotografia di Storaro e certamente un così deliberato e brillante uso dei colori è una delle ragioni per cui il film ha vinto molti Academy Awards incluso Miglior Fotografia. Il film serve anche a ricordare il potere dei colori per influenzare la reazione dello spettatore.

 

Il Terzo Uomo – The Third Man (1949)

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Dopo aver già scritto del glorioso uso dei colori in alcuni film, è confortante ricordare la magia dell’antiquato bianco e nero – è soltanto una magia differente. Nessun film lo illustra meglio di Il Terzo Uomo, un thriller che, oltre che una grande storia, offre una fotografia cupa che ha vinto l’unico Academy Award del film (nonostante avesse tre nomination).

Ho visto questo film recentemente per la quarta volta, dopo non averlo visto per molti anni, e sono contento di scoprire che questo classico non ha perso un briciolo del suo fascino. Se non è il mio film in bianco e nero preferito, è certamente un contendente. (Non sono il solo: Il British Film Institute lo ha votato come miglior film inglese del 20esimo secolo.) È stato il primo film che ho visto con l’angolo di ripresa inclinato così che le inquietanti composizioni inclinate aumentano la suspense di alcune scene. Le distorsioni del grandangolo e la profondità di campo contribuiscono a un’inesorabile suspense ma niente afferra l’attenzione dello spettatore più delle lunghe ombre e il suggestivo uso delle luci e ombre che danno al film immagini accattivanti e un intrigo da incubo.

Per quanto riguarda me, io sono abbastanza parziale per Last Train Home. E voi ragazzi? Quali film amate rivedere quando siete a corto di ispirazione per le vostre fotografie?

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1 commento su “I migliori film che ogni fotografo deve vedere”

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