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I 5 migliori film horror ambientati a Natale

Il natale è alle porte, i film di natale sono ovunque… se anche tu cerchi qualcosa di più delle solite pellicole messe in onda ogni anno, ecco 5 titoli Horror ambientati durante il periodo di natalazio.

Krampus – Natale non è sempre NataleKrampuslocandina.jpg

 è un film del 2015 co-scritto, co-prodotto e diretto da Michael Dougherty. Il film è una commedia-horror basata sulla figura leggendaria del Krampus, demone che secondo la leggenda accompagna l’arrivo di San Nicholas.

Trasporto eccezionale – Un racconto di Natale (Rare Exports)trasporto.jpg

Il film è basato su miti precristiani del Nord Europa relativi alla figura di Babbo Natale. Il titolo originale, Rare Exports, si riferisce sia al rinvenimento del demone Babbo Natale nel ghiaccio (che quindi costituisce un trasporto eccezionale, in inglese appunto “rare exports”), sia alla compagnia di spedizioni di Babbi Natale che i protagonisti fondano alla fine del film (ossia la Rare Exports, Inc.). Il titolo italiano, essendo una traduzione letterale dell’originale, perde il secondo riferimento, riguardando solo la scoperta nei ghiacci della creatura.

Jack Frost

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è un film commedia horror americano del 1997 scritto e diretto da Michael Cooney. Il film si svolge nella città immaginaria di Snowmonton, dove (nella settimana prima di Natale) un camion che trasporta il serial killer Jack Frost (Scott MacDonald) alla sua esecuzione si schianta su un camion di genetica. Il materiale genetico causa la mutazione del corpo di Jack e la fusione con la neve sul terreno. Jack è presumibilmente morto e il suo corpo si scioglie. Tuttavia, torna come un pupazzo di neve assassino e si vendica dell’uomo che alla fine lo ha catturato, lo sceriffo Sam Tiler (Christopher Allport).

Natale di sangue (Silent Night, Deadly Night)215px-Silentnightdeadlynight.jpg

è un film horror prodotto negli Stati Uniti d’America nel 1984 e diretto da Charles E. Sellier Jr. Billy Chapman è un bambino irrequieto, ossessionato dal lato punitivo di Babbo Natale e questo a causa delle storie del nonno che gli racconta come il popolare portatore di doni punisca i bambini cattivi.

BLACK CHRISTMAS (un natale rosso sangue)Black-Christmas-Mondo-Poster

(IL MIO PREFERITO!)

è un film del 1974 diretto da Bob Clark. Un uomo sale nell’attico di un convitto di donne, mentre le inquiline festeggiano il Natale. Jess Bradford riceve una telefonata oscena da parte di un uomo che aveva già chiamato in precedenza quel numero. Dopo che l’amica Barb Coard provoca l’uomo, lui le risponde con “Io ti ucciderò”.

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“The New Pope” il secondo capitolo della serie di Paolo Sorrentino

In questo momento, mentre state leggendo il mio articolo, Paolo Sorrentino sta girando The new Pope la continuazione della serie venduta in tutto il mondo The young pope.

Non si hanno molte notizie al momento, l’unica indiscrezione trapelata dal set è la presenza di un attore sensazionale, oltre al confermato Jude Law, John Malkovich, attore candidato due volte all’Oscar.

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Gli 85 film da vedere per conoscere il cinema, secondo Martin Scorsese

Martin Scorsese esponente della New Hollywood, è considerato uno dei maggiori e più importanti registi della storia del cinema. Temi centrali dei suoi film sono la violenza istintiva dell’uomo e il suo rapporto con la colpa, il peccato e la religione. Il suo stile, spesso caratterizzato da sequenze virtuosistiche e violenza iperrealista, trae ispirazione dalla Nouvelle Vague francese, dal Neorealismo italiano e dal cinema indipendentedi John Cassavetes.

in un’intervista per la Fast company ha rilasciato una lista di 85 film che ogni amante del cinema o aspirante regista dovrebbe vedere :

  1. L’asso nella manica, 1951
  2. Secondo amore, 1955
  3. Il ribelle dell’Anatolia, 1963
  4. Un americano a Parigi, 1951
  5. Apocalypse now, 1979
  6. Arsenico e vecchi merletti, 1944
  7. Il bruto e la bella, 1953
  8. Spettacolo di varietà, 1953
  9. Nato il quattro luglio, 1989
  10. Il promontorio della paura, 1962
  11. Cat people, 1942
  12. Presi nella morsa, 1949
  13. Citizen Kane, 1941
  14. La conversazione, 1974
  15. Il delitto perfetto, 1954
  16. Fa’ la cosa giusta, 1989
  17. Duello al sole, 1946
  18. I quattro cavalieri dell’apocalisse, 1962
  19. Europa ’51, 1952
  20. Volti, 1968
  21. La caduta dell’impero romano, 1964
  22. Francesco, giullare di Dio, 1950
  23. Le forze del male, 1948
  24. Germania anno zero, 1948
  25. Quaranta pistole, 1957
  26. Gilda, 1946
  27. Il padrino, 1972
  28. La sanguinaria, 1950
  29. Health, 1980
  30. I cancelli del cielo, 1980
  31. La maschera di cera, 1953
  32. Com’era verde la mia valle, 1941
  33. Lo spaccone, 1961
  34. Le vie della città, 1948
  35. The infernal cakewalk, 1903
  36. Accadde una notte, 1934
  37. Gli argonauti, 1963
  38. Viaggio in Italia, 1954
  39. Giulio Cesare, 1953
  40. Kansas City, 1996
  41. Un bacio e una pistola, 1955
  42. La terra trema, 1948
  43. Una squillo per l’ispettore Klute, 1971
  44. La signora di Shanghai, 1947
  45. Il gattopardo, 1963
  46. Macbeth, 1948
  47. Stupenda conquista, 1952
  48. M*A*S*H, 1970
  49. Scala al paradiso, 1946
  50. I compari, 1971
  51. Il Messia, 1975
  52. Un uomo da marciapiede, 1969
  53. Mishima – Una vita in quattro capitoli, 1985
  54. È arrivata la felicità, 1936
  55. Mr Smith va a Washington, 1939
  56. Nashville, 1975
  57. I trafficanti della notte, 1950
  58. Uno, due tre!, 1961
  59. Othello, 1952
  60. Paisà, 1946
  61. L’occhio che uccide, 1960
  62. Mano pericolosa, 1953
  63. I protagonisti, 1992
  64. Potenza e gloria, 1933
  65. Ombre rosse, 1939
  66. Schiavo della furia, 1948
  67. Scarpette rosse, 1948
  68. La presa del potere da parte di Luigi XIV, 1966
  69. i ruggenti Anni Venti, 1939
  70. Rocco e i suoi fratelli, 1960
  71. Roma, città aperta, 1945
  72. Secrets of the Soul, 1912
  73. Senso, 1954
  74. Ombre, 1959
  75. Il corridoio della paura, 1963
  76. Stromboli, 1950
  77. Qualcuno verrà, 1958
  78. I dimenticati, 1941
  79. Piombo rovente, 1957
  80. Il laureato, 1951
  81. Il terzo uomo, 1949
  82. T-Men contro i fuorilegge, 1947
  83. L’infernale Quinlan, 1958
  84. Il processo, 1962
  85. Due settimane in un’altra città, 1962

Una rivoluzione audiovisiva chiamata “Indie”.

La parola “indie” non identifica un genere musicale preciso bensì comprende tutti quei cantanti che non sono associati a grosse case discografiche, le cosiddette “major”, e (soprattutto) non sono stati lanciati da un talent show televisivo.

Proprio per questo motivo, oserei parlare di rivoluzione, come tale d’altronde da essere rottura di un canone è diventata essa stessa un canone.

Venivamo in Italia da anni di talent show che sfornano musicisti tutti uguali, dandogli una visione con dei budget spropositati a tal punto da rendere quasi impensabile ogni tipo di confronto tra un autore “libero” a uno uscito da un talent. L’unica maniera per avere visibilità sembrava essere quella del talent, invece così non è stato (menomale!).

Certo i talent hanno ancora la loro importanza, ma come possiamo notare quanti autori provenienti dai talent negli ultimi 5 anni sono ora all’attivo? Forse tutti ma non lo sappiamo, perchè la gente ama il programma in sè a prescindere da chi vi stia partecipando, certo si tifa per uno piuttosto che per un altro ma, finito il talent finito il tifo… l’anno prossimo si tiferà per qualcun’altro.

Ma ora veniamo a noi… L’indie italiano nasce intorno ai primi anni Duemila, con artisti come Tre allegri ragazzi morti e i Baustelle, che con il loro “Sussidiario illustrato della giovinezza” sembrano prendere il posto degli Afterhours di Manuel Agnelli e i Marlene Kuntz, che negli anni Novanta erano le band di rock alternativo di maggior successo.

Arrivano poi gli Offlaga Disco Pax nel 2005 e nel 2007 fa la comparsa il progetto del cantautore Vasco Brondi, Le luci della centrale elettrica. Nello stesso anno nasce la 42 Records, etichetta indipendente che intuisce il bisogno di una voce fuori dal coro nel panorama musicale italiano.

Nel 2010 un ventiquattrenne romano, Niccolò Contessa, nascosto dietro lo pseudonimo I Cani, comincia a far girare dei video su YouTube che, nel giro di pochi mesi e grazie all’avvento di Facebook, diventano presto virali. Con il successo di “Il sorprendente album d’esordio de I Cani”, Contessa viene messo subito sotto contratto dalla 42 Records, etichetta con la quale rimane tuttora sotto contratto, in attesa che esca il nuovo album che sta lasciando con il fiato sospeso tutti i fan.

L’indie però trova la sua consacrazione con autori come Calcutta e Liberato.

I quali, attraverso i loro videoclip (regia di Francesco Lettieri), cambiano completamente l’orizzonte del mondo videoclipparo che andava sempre più verso una finta qualità, finta perchè era solo quantificabile in pixel che in contenuti (2k o 4k o quello che vi pare). TEVOGLIO

Mentre tutte le major girano questi videoclip “perfetti” sempre in termini di definizione, Lettieri con Calcutta girano in pellicola un piano sequenza lungo esattamente quanto la canzone “Pesto”. Il video è bellissimo, magistralmente diretto da Lettieri, il quale ci dimostra che la qualità non è nella definizione ma in cosa metti nel quadro.

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Non abbiamo la presenza di volti noti del cinema o della televisione, cosa che fanno sempre di più le major, ma persone “normali” o attori non noti al grande pubblico. I volti sono quelli del mondo di tutti i giorni.

Le location non sono più quelle degli studi con luci settate, lens flare a manetta e montaggio a tempo. Si gira per strada, Calcutta racconta il suo mondo e Liberato racconta la sua Napoli e la sua storia d’amore divisa in più videoclip che raccontano momenti diversi che l’ascoltatore deve ricostruire come si fa con i puzzle.

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In più abbiamo la rottura totale con l’immagine standard che deve avere una star della musica con Liberato, ragazzo senza figura e senza identità.

Ma chi è veramente Liberato? Le teorie si sprecano. Quello che sappiamo è che senza accorgercene qualcosa nella musica è cambiato, per poi, come tutte le cose, restare com’è. Ora Calcutta, The Giornalisti e tanti altri sono parte integrante del sistema musicale e quindi le cose cambieranno, però questa piccola rivoluzione c’è stata e sono contento di averla vissuta e analizzata.

Una cosa è certa: il cinema nei videoclip indie, ci ha raccontato meglio di quanto lo abbiano fatto i film (di questi anni)  in sala.

Vi lascio con questi tre stupendi videoclip.

La prima e più grande Fake News della storia compie 80 anni, firmata Orson Welles.

Il più grande “fake” della storia compie 80 anni. La sera del 30 ottobre 1938 la Columbia Broadcasting System e le sue stazioni affiliate trasmettono una trasmissione radiofonica destinata a passare alla storia: il 23enne Orson Welles annunciava l’invasione degli alieni per mezzo de “La guerra dei mondi”

Per rendere il prodotto appetibile al grande pubblico americano, Orson Welles si è finto un cronista inviato sul luogo dell’accaduto. Il normale palinsesto radiofonico, un concerto di musica classica, si interrompe con notizie flash che narrano lo svolgersi della vicenda: la caduta di un meteorite, uno strano cilindro di metallo, la polizia che recinta il cratere. Sia all’inizio che a conclusione del programma, la CBS specifica che il testo è d’invenzione, che non c’è nulla di cui preoccuparsi, che è tutto finto. Risultato? L’America, da Nashville a Minneapolis, è in delirio

 

Il fake rese celebre Orson Welles, che si ritrovò a firmare tre contratti per Hollywood dopo la superba interpretazione. Da quel momento, La fine del mondo di Orson Wells divenne un’emblema della cultura pop, l’esempio delle meravigliose (e potenzialmente dannose) possibilità comunicative dei media.

Qualche anno dopo il giovane Orson dirigerà “Citizen Kane” (Quarto Potere) secondo la critica americana il più grande film della storia.

I migliori 8 film noir di sempre (secondo Giuseppe Tornatore)

Il grande maestro italiano Giuseppe Tornatore ha stilato la lista dei suoi 8 preferiti film noir di sempre. In questo articolo vi posto il link dei film completi e la trama, se siete fan del genere e non li avete mai visti, potrebbe tornarvi utile. Se li avete già visti, come me, non fa mai male rivedere questi capolavori.

 

La fiamma del peccato (1944) di Billy Wilder

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è un film del 1944 diretto da Billy Wilder e interpretato da Fred MacMurray, Barbara Stanwyck e Edward G. Robinson, adattamento dell’omonimo romanzo di James M. Cain. Candidato a sette premi Oscar, è considerato uno dei primi film noir e uno più rappresentativi del genere per la cupa ambientazione urbana e l’intensa caratterizzazione dei personaggi, in particolare della dark lady Phyllis Dietrichson, interpretata dalla Stanwyck e classificatasi 8ª tra i migliori villain della storia del cinema secondo l’American Film Institute.

La donna del ritratto (1944) di Fritz Lang

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Il professore di criminologia Richard Wanley rimane solo in città dopo aver accompagnato alla stazione moglie e figli in partenza per le vacanze. Si reca al club per una serata con gli amici e vede in una vetrina il ritratto di una donna affascinante. Quando esce dal club si ferma di nuovo a contemplare il ritratto. Inaspettatamente sul vetro della vetrina si materializza l’immagine della donna. Ella ha nome Alice. Scambia qualche battuta con Wanley e lo invita a casa propria, con la scusa di mostrargli i disegni relativi al ritratto. Ma l’incontro galante è bruscamente interrotto dalla visita dell’amante della donna, un ricco uomo d’affari. Costui, geloso e adirato, si getta contro Wanley, che, afferrate istintivamente e per legittima difesa un paio di forbici posate su un tavolino, utilizzate precedentemente per stappare una bottiglia, uccide l’aggressore. Il suo primo impulso è quello di chiamare la polizia e denunciare l’accaduto, ma riflettendo sulle conseguenze sociali dell’apparire pubblicamente implicato in un assassinio, cambia proposito. Presa l’auto, si reca fuori città e si libera del cadavere gettandolo in un bosco.

 

Lo specchio scuro (1946) di Robert Siodmak

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FILM COMPLETO https://www.youtube.com/watch?v=ob2WVfT6eX8

Protagoniste sono due gemelle. A carico di una di esse pende l’accusa di omicidio, ma la polizia non riesce a formulare l’incriminazione per la reticenza delle due donne che non consente di stabilire quale delle due sia l’omicida. L’incaricato delle indagini è il tenente Stevenson, che si giova dell’aiuto del dottor Scott Elliott, uno psicanalista di cui entrambe le donne non tardano a innamorarsi.

Crime and Punishment – Ho ucciso! (1935) di Josef von Sternberg

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è un film del 1935 diretto da Josef von Sternberg, liberamente ispirato al romanzo Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij.

FILM COMPLETO https://www.youtube.com/watch?v=tXHCMeXzDas

Le catene della colpa (1947) di Jacques Tourneur

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Jeff Bailey è gestore di una stazione di servizio a Bridgeport, una piccola città di provincia dove vive tranquillo dividendosi tra il lavoro e la pesca sul fiume. Jeff frequenta una ragazza, Ann, la cui famiglia è però contraria alla loro relazione; Ann è oggetto di attenzioni anche da parte di Jim, l’aiutante dello sceriffo. Un giorno Jeff riceve la visita inaspettata di Joe Stephanos, sgherro del gangster Whit Sterling per il quale lui aveva già lavorato tre anni prima.

Detour (1945) di Edgar G. Ulmer

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Al Roberts, un pianista squattrinato di New York, decide di raggiungere in autostop la sua ragazza, che è andata a cercare fortuna a Los Angeles. Quando è già nell’Arizona ottiene un passaggio dal facoltoso signor Haskell. Questi si offre di portarlo fino a destinazione, dato che è diretto a Los Angeles per effettuare una scommessa su un cavallo.

FILM COMPLETO https://www.youtube.com/watch?v=DoYMXD54eeY

 

Le Trou Il buco (1960) di Jacques Becker

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Il film si apre con la presentazione di Roland; un ex detenuto, uscito di prigione, che racconta agli spettatori la sua storia di quando era in carcere. Parigi, carcere de La Santé. Gaspard Claude è un detenuto in attesa di giudizio per il tentato omicidio della moglie; a causa di lavori di ristrutturazione viene trasferito nella cella di un’altra ala che ospita quattro carcerati, disturbati dall’arrivo del nuovo “ospite”. Quando Gaspard torna momentaneamente nella vecchia cella per raccogliere i propri effetti personali, i quattro si mostrano perplessi e indecisi se rivelare al nuovo arrivato il loro segreto e, dopo una breve discussione, decidono – nonostante l’obiezione del “duro” Manu Borelli – di comunicargli le loro intenzioni.

 

Il delitto perfetto (1954) di Alfred Hitchcock.il-delitto-perfetto-1525366575.jpeg

Londra. Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della consorte inscenando «un delitto perfetto», in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna.

MEMENTO di C. NOLAN esiste un’altra versione del film!

Memento, come molti di voi sapranno, è un film scritto da Jonathan e Christopher Nolan, diretto da Christopher Nolan. Non tutti sanno però che esistono due versioni del film! esattamente avete capito bene… Per chi non l’avesse visto allego qui la trama.

TRAMA (WIKIPEDIA)

In seguito a un attacco subito da due uomini con il volto coperto, che avevano stuprato e ucciso la moglie, Leonard Shelby è affetto da un disturbo della memoria per i fatti recenti (amnesia anterograda); non è quindi in grado di immagazzinare nuove informazioni per più di una quindicina di minuti. Per cercare di sopperire a questa mancanza cerca di scrivere e prendere appunti il più possibile su post-it, foto e perfino sulla propria pelle. Il suo corpo è infatti ricoperto da numerosi tatuaggi che gli forniscono indicazioni su cosa è successo e cosa dovrà fare.

 

Il montaggio del film è la rappresentazione visiva della mente del protagonista, ogni scena del film è interrotta dopo 15 minuti e riparte con un’altra scena di 15 minuti cronologicamente opposta a quella di prima; e il film prosegue così, alternando questi apparenti mini film senza logica continua ma mano mano che si arriva alla parte centrale del film, che secondo un ordine cronologico lineare, sarebbe la scena finale, lo spettatore inizia a collegare tutti i pezzi del puzzle insieme al protagonista. Lo spettatore così è come il protagonista, poiché vedendo eventi di cui ancora non ha visto i precedenti, si trova nella stessa condizione di spaesamento.

 

LA SECONDA VERSIONE

Nella versione distribuita in DVD e Blu-ray Disc in Europa è inclusa una copia del film con le scene montate in ordine cronologico, ovvero in maniera linearmente sequenziale. Tuttavia non è una vera e propria versione alternativa del film, in quanto il regista considera quella cinematografica come sua unica visione, ma un semplice contenuto extra predisposto dallo studio di distribuzione.

Ora corriamo tutti alla ricerca della versione in ordine cronologico!

ps se avete il dvd originale, guardatevi il cd 2 🙂

“Piccole avventure romane” il corto di Sorrentino per “la Rinascente” (video)

Una passeggiata notturna alla scoperta di una Roma deserta e misteriosa che raggiunge il suo apice dentro la Rinascente di via del Tritone. Questa l’idea dalla quale è partito il regista premio Oscar Paolo Sorrentino che firma il cortometraggio “Piccole Avventure Romane”.

“Un nuovo tassello nel mosaico di una Roma inedita e allo stesso tempo spettacolare. Sei minuti resi indimenticabili dall’inequivocabile maestria di Sorrentino e che confermano il ruolo di Rinascente, da 100 anni in prima linea per valorizzare l’arte italiana ed internazionale in tutte le sue declinazioni.” Questo dice la Rinascente parlando appunto del nuvo corto di Sorrentino che oltre ad essere un grande maestro di cinema, è un ottimo maestro pubblicitario come lo dimostra anche il corto fatto negli anni passati per la griffe “Bulgari”.

 

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I film italiani che devi aver assolutamente visto (dal 1942 al 2012)

Ciao ragazzi, amate il cinema? Bene! Ecco la lista dei migliori film che la nostra patria ha partorito dal 1942 al 2012. Conoscere ed aver visto questi film è necessario per poter capire e affrontare il cinema contemporaneo.
La lista dei film è stata fatta dal Centro Sperimentale di Cinematografia, la scuola di cinema numero 1 in Italia e tra le migliori del mondo.
Buona lettura e se non li avete visti buona visione!
4 passi fra le nuvole – Alessandro Blasetti, 1942
Ossessione – Luchino Visconti, 1943
Roma città aperta – Roberto Rossellini, 1945
Paisà – Roberto Rossellini, 1946
Sciuscià – Vittorio de Sica, 1946
L’onorevole Angelina – Luigi Zampa, 1947
Ladri di biciclette – Vittorio de Sica, 1948
La terra trema – Luchino Visconti, 1948
Riso amaro – Giuseppe De Santis, 1949
Cronaca di un amore – Michelangelo Antonioni, 1950
Miracolo a Milano – Vittorio de Sica, 1950
Bellissima – Luchino Visconti, 1951
Due soldi di speranza – Renato Castellani, 1951
Guardie e ladri – Steno, Mario Monicelli, 1951
Processo alla città – Luigi Zampa, 1952
La provinciale – Mario Soldati, 1952
Umberto D. – Vittorio de Sica, 1952
Europa ’51 – Roberto Rossellini, 1952
Lo sceicco bianco – Federico Fellini, 1952
Totò a colori – Steno, 1952
Pane amore e fantasia – Luigi Comencini, 1953
I vitelloni – Federico Fellini, 1953
Carosello napoletano – Ettore Giannini, 1954
L’oro di Napoli – Vittorio de Sica, 1954
Un americano a Roma – Steno, 1954
Senso – Luchino Visconti, 1954
La strada – Federico Fellini, 1954
Gli sbandati – Francesco Maselli, 1955
Un eroe dei nostri tempi – Mario Monicelli, 1955
Poveri ma belli – Dino Risi, 1957
Il grido – Michelangelo Antonioni, 1957
I soliti ignoti – Mario Monicelli, 1958
La grande guerra – Mario Monicelli, 1959
Un maledetto imbroglio – Pietro Germi, 1959
La ciociara – Vittorio de Sica, 1960
La dolce vita – Federico Fellini, 1960
Divorzio all’italiana – Pietro Germi, 1961
Rocco e i suoi fratelli – Luchino Visconti, 1960
Il bell’Antonio – Mauro Bolognini, 1960
Una vita difficile – Dino Risi, 1961
Divorzio all’italiana – Pietro Germi, 1961
Il posto – Ermanno Olmi, 1961
Accattone – Pier Paolo Pasolini, 1961
Il sorpasso – Dino Risi, 1962
Salvatore Giuliano – Francesco Rosi, 1962
L’eclisse – Michelangelo Antonioni, 1962
I mostri – Dino Risi, 1963
Le mani sulla città – Francesco Rosi, 1963
8 ½ – Federico Fellini, 1963
Il Gattopardo – Luchino Visconti, 1963
I pugni in tasca – Marco Bellocchio, 1965
Io la conoscevo bene – Antonio Pietrangeli, 1965
Signore e signori – Pietro Germi, 1965
Uccellacci e uccellini – Pier Paolo Pasolini, 1966
La battaglia di Algeri – Gillo Pontecorvo, 1966
Il medico della mutua – Luigi Zampa, 1968
Dillinger è morto – Marco Ferreri, 1969
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – Elio Petri, 1970
Il conformista – Bernardo Bertolucci, 1970
Diario di un maestro – Vittorio De Seta, 1972
Mimì metallurgico ferito nell’onore – Lina Wertmüller, 1972
Il caso Mattei – Francesco Rosi, 1972
Lo scopone scientifico – Luigi Comencini, 1972
Nel nome del padre – Marco Bellocchio, 1972
Amarcord – Federico Fellini, 1973
Pane e cioccolata – Franco Brusati, 1973
C’eravamo tanto amati – Ettore Scola, 1974
Fantozzi – Luciano Salce, 1975
Cadaveri eccellenti – Francesco Rosi, 1975
Caro Michele – Mario Monicelli, 1976
Novecento – Bernardo Bertolucci, 1976
Una giornata particolare – Ettore Scola, 1977
Padre padrone – Paolo e Vittorio Taviani, 1977
Un borghese piccolo piccolo – Mario Monicelli, 1977
L’albero degli zoccoli – Ermanno Olmi, 1978
Ecce Bombo – Nanni Moretti, 1978
Un sacco bello – Carlo Verdone, 1980
Ricomincio da tre – Massimo Troisi, 1981
La notte di San Lorenzo – Paolo e Vittorio Taviani, 1982
Nuovo cinema paradiso – Giuseppe Tornatore, 1988
Mediterraneo – Gabriele Salvatores, 1991
Morte di un matematico napoletano – Mario Martone, 1992
Il ladro di bambini – Gianni Amelio, 1992
Il grande cocomero – Francesca Archibugi, 1993
Caro diario – Nanni Moretti, 1993
Il postino – Michael Radford, 1994
La vita è bella – Roberto Benigni, 1997
Ovosodo – Paolo Virzì, 1997
I 100 passi – Marco Tullio Giordana, 2000
Le fate ignoranti – Ferzan Ozpetek, 2001
L’ultimo bacio – Gabriele Muccino, 2001
Respiro – Emanuele Crialese, 2002
L’imbalsamatore – Matteo Garrone, 2002
Buongiorno notte – Marco Bellocchio, 2003
La meglio gioventù – Marco Tullio Giordana, 2003
Le chiavi di casa – Gianni Amelio, 2004
La nostra vita – Daniele Luchetti, 2010
Il divo – Paolo Sorrentino, 2008
Gomorra – Matteo Garrone, 2008
Vincere – Marco Bellocchio, 2009
Cesare deve morire – Paolo e Vittorio Taviani, 2012
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“Senso” Visconti e il suo citazionismo pittorico

TRAMA (Fonte Wikipedia)

Senso è un film del 1954 diretto da Luchino Visconti, con Farley Granger e Alida Valli quali interpreti principali. Assistenti alla regia furono Francesco Rosi e Franco Zeffirelli, entrambi all’epoca quasi all’inizio della carriera.

Venezia, 27 maggio 1866, vigilia della terza guerra di Indipendenza. La voce fuori campo della contessa Livia Serpieri racconta una vicenda iniziata quando, durante una rappresentazione de Il trovatore alla Fenice, i sostenitori della riunione del Veneto all’Italia lanciano dei volantini antiaustriaci. Dagli incidenti che ne seguono nasce uno scontro verbale tra il nobile Roberto Ussoni, fervente filoitaliano, e il tenente dell’esercito austriacoFranz Mahler, con conseguente sfida a duello. Livia, presente a teatro, cugina di Ussoni e favorevole alla causa italiana benché sposata a un nobile veneto filo austriaco, chiede di essere presentata a Mahler e cerca di convincerlo a rinunciare al duello, temendo per le sorti del cugino. Ma Ussoni viene arrestato e condannato all’esilio. Quando Livia si reca a salutarlo al comando austriaco, incontra nuovamente Franz Mahler. Sempre più coinvolta dalla personalità dell’uomo, percorre assieme a lui le calli veneziane deserte per il coprifuoco. La loro lunga passeggiata dura l’intera notte e la donna si innamora perdutamente dell’ufficiale. Inizia così una travolgente e sensuale relazione, fatta di appuntamenti in camere a pagamento e di incontri clandestini, sino a quando lui scompare, gettandola nella disperazione e inducendola, incurante dello scandalo, a cercarlo invano affannosamente per tutta Venezia. Quando iniziano le ostilità tra Italia e Austria, Livia è nuovamente contattata da Ussoni, fuggito dall’esilio. Ussoni le affida l’ingente somma raccolta dai filoitaliani, chiedendole di portarla alla sua Villa di Aldeno, dove la Serpieri è in procinto di trasferirsi con il marito, timoroso della guerra. Dovrà consegnarla alle bande di sostenitori dell’Italia che si sono organizzate in quella zona con l’obiettivo di operare in armi dietro le linee austriache. Ad Aldeno Livia viene raggiunta da Franz che piomba in camera sua di notte sfuggendo ai guardiani e ai loro cani. La donna cede nuovamente alla passione per il tenente che, nascosto nel granaio con la complicità di Laura, la cameriera di Livia, la informa della possibilità di evitare la battaglia corrompendo dei medici che lo dichiarino inabile. Accecata dai suoi sentimenti, Livia consegna a Mahler la somma destinata alle bande filoitaliane e con quella l’ufficiale riparte per Verona. Nei giorni successivi si sviluppa la guerra, cui Ussoni tenta invano di far partecipare le forze irregolari, sino a rimanere ferito durante la battaglia. Ad Aldeno, intanto, Livia riceve una lettera con cui Franz le comunica che è riuscito a ottenere l’esonero. Benché lui le chieda di non muoversi, Livia, travolta da un impulso irrefrenabile, decide di partire per Verona, dove arriva la sera stessa della vittoria austriaca sugli italiani a Custoza. Qui, dopo aver sognato di riavviare la relazione con Franz abbandonando per lui il marito, Livia lo trova invece sporco, ubriaco e in compagnia di una prostituta, di fronte alla quale egli la insulta e la umilia pesantemente, mostrando alla donna la sua vera natura di uomo spregevole, ladro e delatore (confessa alla contessa di aver denunciato egli stesso il marchese Ussoni facendolo esiliare). Livia si rende improvvisamente conto di essersi innamorata di un’idea che purtroppo non ha nessun riscontro nella realtà. La donna fugge sconvolta e si reca al comando austriaco, dove denuncia Mahler consegnando la lettera nella quale questi le raccontava la corruzione messa in atto e rivela dove si trova. Il generale austriaco comprende i veri motivi del gesto della contessa, ma non può sottrarsi dal compiere il suo dovere. Il tenente Mahler viene quindi arrestato e immediatamente fucilato. Livia, impazzita dal dolore, vagherà invocando il suo nome per le strade di Verona, in mezzo ai soldati austriaci che festeggiano la vittoria.

 

Visconti, come sappiamo, era un uomo di grande cultura, amante dell’Opera e della pittura. In ogni suo film non mancano ricchissime citazioni e ispirazioni pittoriche. Nel film Senso l’impianto figurativo  è stato collegato all’opera pittorica di Francesco Hayez per quanto riguarda la rappresentazione del mondo aristocratico, di Telemaco Signorini per quello borghese, e di Giovanni Fattori per le scene della battaglia (cfr. Subini, 2005, p. 23). Alcuni degli esempi più citati sono:

  • il bacio di Franz e Livia ad Aldeno ripreso quasi testualmente dal Bacio (1859 – Brera) di Francesco Hayez

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  • l’alloggio degli ufficiali austriaci ispirato a La toletta del mattino (1898 – Collezione privata) di Telemaco Signorini;

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  • le scene della battaglia di Custoza, sono frutto di una serie di citazioni da Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta e Il quadrato di Villafranca (Firenze, Galleria d’Arte Moderna) di Giovanni Fattori;

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  • i vestiti di Livia sono tratti da Il canto dello stornello e La visita di Silvestro Lega.

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