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LAS VEGAS STORIES: IL TRAILER DEL NUOVO PROGETTO DI MICHEL GONDRY

Il regista di Se mi lasci ti cancello, Michel Gondry è ritornato alla regia per realizzare una serie di cortometraggi intitolati Las Vegas Love Stories, un progetto creato insieme a suo fratello Olivier basato sulla convinzione che bastino 8.2 secondi per innamorarsi.

Le sei storie, di cui è stato diffuso il trailer, sono le seguenti:

It Is Decidedly So
Le emozioni di una donna, messa di fronte alla gioia di una coppia che si è appena sposata a Las Vegas, la portano a vivere un’esperienza indimenticabile dopo che nota da distante un uomo.

Room 802
Due migliori amici si vedono sotto una nuova luce dopo aver trascorso insieme una notte a Las Vegas.

The Big Eight
Una donna si innamora a prima vista mentre è a Las Vegas e lancia i dadi con un desiderio preciso nella propria mente.

No Ordinary August
Una coppia si immerge nelle proprie emozioni mentre si trova in una piscina di un resort di Las Vegas.

Night of the Scorpio
Una forza inarrestabile avvicina due persone durante una notte a Las Vegas

Our Infinity
Dopo essersi innamorata in un resort di Las Vegas, una donna fatica ad accettare le insicurezze legate al suo nuovo amore.

Las Vegas Stories debutterà online il 25 settembre.

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MANIAC: EMMA STONE NEL NUOVO TEASER DELLA SERIE NETFLIX

Maniac, interpretata dalle star Emma Stone e Jonah Hill. Il progetto in dieci puntate è ispirato all’omonimo show televisivo norvegese e racconta la storia di due sconosciuti che si ritrovano coinvolti in una sperimentazione farmaceutica andata male.
Lo show farà il suo debutto sulla piattaforma streaming il 21 settembre.

La sceneggiatura delle puntate è stata firmata da Patrick Somerville (The Leftovers), mentre la regia è stata curata da Cary Fukunaga (True Detective).

Ambientato in un mondo come il nostro, in un tempo del tutto simile al nostro tempo, Maniac racconta le storie di Annie Landsberg (Stone) e Owen Milgrim (Hill), due estranei attirati nelle ultime fasi di un misterioso esperimento farmaceutico, ciascuno per le proprie ragioni. Annie è insoddisfatta e senza scopi, immobilizzata nei rapporti interrotti con la madre e la sorella; Owen, quinto figlio di ricchi industriali di New York, ha lottato per tutta la vita contro una diagnosi controversa di schizofrenia. La vita di nessuno dei due è andata nel migliore dei modi e la promessa di un nuovo, radicale tipo di trattamento farmaceutico – una sequenza di pillole che il suo inventore, il Dott. James K. Mantleray (Justin Theroux), sostiene possa riparare ogni cosa che riguarda la mente, sia essa una malattia mentale o un crepacuore – attira loro due e dieci altri estranei nelle strutture della Neberdine Pharmaceutical and Biotech per una sperimentazione di farmaci della durata di tre giorni che, vengono rassicurati, senza complicazioni o effetti collaterali, risolveranno tutti i loro problemi, permanentemente. Le cose però non vanno come previsto.

Migliori film da vedere su Amazon Prime Video [Settembre 2018]

Prime Video è un servizio di streaming nato negli Stati Uniti nel lontano 2006, dopo molti cambi di nome è arrivato in oltre 200 paesi, tra cui l’Italia, nel 2016. Anche se disponibile da poco nel nostro paese, il servizio presenta già un buon catalogo ed è sicuramente il primo concorrente del più famoso Netflix. Prime Video deve sicuramente molto del suo successo al fatto di essere incluso nell’abbonamento Amazon Prime senza costi aggiuntivi. Ma quali sono i contenuti davvero imperdibili? Abbiamo selezionato per voi i migliori film da guardare su Prime Video.

10- Inside Man

Giocato tutto sull’incontro-scontro tra il rapinatore (Clive Owen), il negoziatore(Denzel Washington) e la donna del mistero (Jodie Foster), Inside Man ha fatto scuola. La casa di carta deve molto a questo film, l’idea di travestire gli ostaggi in maniera uguale e usare soprannomi tra i rapinatori deriva infatti proprio da qui. Se avete amato la serie spagnola non potete non vedere questo film di Spike Lee.

 

9- American Gangster

American Gangster è un film del 2007 diretto da Ridley Scott, sceneggiato da Steven Zaillian ed interpretato da Denzel Washington e Russell Crowe.

Tutto inizia a New York, più precisamente ad Harlem, nel 1968, quando il vecchio boss della malavita Bumpy Johnson muore ed inizia la lotta per la successione. A spuntarla sarà Frank Lucas (Denzel Washington) che per anni era stato il braccio destro di Bumpy. Lucas decide di puntare tutto sul narcotraffico ed inizia ad importare l’eroina direttamente dalla Thailandia. Così sul mercato USA arriva la Blue Magic: l’eroina più pura ed economica mai vista in America.

Lucas deve però vedersela con Richie Roberts (Russell Crowe), incorruttibile poliziotto a capo di un’unità della narcotici che gli si mette alle calcagna.

 

8- 21

21 è un film del 2008 diretto da Robert Luketic ed interpretato da Kevin SpaceyLaurence Fishburne.

Il film si basa sulla storia vera del MIT Blackjack Team, un gruppo di studenti del MIT che sbancò numerosi casinò tra il 1980 ed il 1990 ricorrendo al conteggio delle carte nel blackjack.

Il protagonista del film è Ben Campbell, un giovane e brillante studente del MIT con il desiderio di entrare alla Harvard Medical School. Il ragazzo però, pur essendo stato accettato, non può permettersi l’enorme retta da 300.000 dollaridell’università. L’opportunità di reperire il denaro gli viene offerta da un professore che, avendo notato le sue abilità matematiche, gli chiede di unirsi al suo gruppo di giocatori di blackjack. Le cose si complicheranno quando entreranno in scena un software per il riconoscimento facciale ed una vecchia rivalità.

7- District 9

District 9 è un film diretto da Neill Blomkamp e prodotto da Peter Jackson del 2009.

Una nave aliena è arrivata, o meglio precipitata sulla terra, in particolare a Johannesburg. Il velivolo alieno fluttua in avaria nei cieli sopra la città, incapace di ripartire. Gli alieni non hanno altra scelta che quella di stabilirsi sulla Terra, ma la convivenza non si rivela facile. In poco tempo tutti i “visitatori” vengono confinati in un sobborgo alla periferia di Johannesburg: il distretto 9 per l’appunto. Emarginati, ghettizzati, ridicolizzati, odiati da tutti e usati addirittura per esperimenti scientifici, i “gamberoni” passano sul nostro pianete ben 20 anni.

I militari mostrano un particolare interessa per la tecnologia bellica degli alieni. Quest’ultima si basa sul DNA e perciò ogni tipo di arma funziona solo se usata da un alieno e non ha alcun tipo di effetto quando impugnata da un umano. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando il protagonista, Wikus Van De Merwe,entra in contatto con una strana sostanza contenuta in un congegno alieno.

 

6- Apollo 13

Apollo 13 è un film di Ron Howard del 1995 con Tom Hanks, Kevin Bacon e Bill Paxton, che racconta le vicende realmente accadute della missione Apollo 13.

Dopo il primo storico allunaggio dell’Apollo 11 nel 1969, la corsa spaziale contro l’allora nemica Russia era ormai vinta, l’attenzione dell’opinione pubblica verso le missioni della NASA si stava già affievolendo ed il programma spaziale stesso cominciava a dare segni di stanca.

Così quando l’11 aprile del 1970 partì la missione Apollo 13 non ci fu un grosso clamore, almeno non fino al momento dell’incidente, già l’incidente. Infatti durante un’operazione di routine uno dei serbatoi dell’ossigeno della navetta esplose, rendendo infattibile il raggiungimento della Luna e, cosa più grave, mettendo a serio rischio il rientro sulla Terra. L’intera NASA si attivo nel tentativo di pianificare il rientro dei 3 astronauti e tutta l’America rimase per tre giorni con il fiato sospeso.

 

5- Fight Club

Fight Club è un film diretto da David Fincher del 1999, basato sull’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk.

Il protagonista di Fight Club (Edward Norton) non ha nome, si tratta di un uomo dalla vita ordinata e cadenzata. Lavora come consulente assicurativo per un’importante casa automobilistica, è annoiato e soffre di una grave insonnia che lo perseguita notte dopo notte. Per alleviare la mancanza di sonno, il protagonista frequenta gruppi di sostegno per malati terminali: l’ascoltare le storie dei poveri sfortunati gli conferisce una strana pace che gli restituisce il sonno.

In un viaggio di lavoro Norton incontra Tyler Durden (Brad Pitt), un venditore di sapone eccentrico ed estroverso. Al ritorno dal viaggio il protagonista scopre che la sua casa è esplosa e, non sapendo cosa fare, chiede ospitalità a Tyler.

Tra i due nasce una strana amicizia che li porterà a creare il Fight Club: associazione di persone che si picchiano volontariamente a sangue, per dare un senso alla loro vita. Ma la cosa degenererà molto velocemente.

 

4- Il Padrino & Il Padrino – Parte II –

In questo caso raddoppiamo i nostri consigli, si perchè Il Padrino ed Il Padrino – Parte II meritano entrambi la visione in egual misura.

I due film, il primo del 1972 ed il secondo di 2 anni più giovane, sono entrambi targati Francis Ford Coppola e vantano un cast stellare: Marlon Brando interpreta Don Vito Corleone da anziano, Al Pacino ha il ruolo di Michael Corleone, uno dei figli boss e Robert De Niro ha invece la parte del padrino nella sua giovinezza (nel Padrino – Parte II). Ci fermiamo qui ma sappiamo che saremmo potuti tranquillamente andare avanti a citare grandi nomi del cinema.

La saga ci narra la storia della famiglia Corleone, dalla nascita all’ascesa al potere come una delle più importanti famiglie criminali d’America. La lotta per il potere, la commistione con la politica, la morale distorta, l’amore e l’odio fanno di questi 2 film dei veri capolavori immortali del cinema.

 

3- Ritorno al Futuro & Ritorno al Futuro – Parte II

Di nuovo un’accoppiata: Ritorno al Futuro e Ritorno al Futuro – Parte II sono entrambi diretti da Robert Zemeckis e vantano come produttore esecutivo Steven Spielberg. I film sono rispettivamente del 1985 e 1989 e hanno come protagonista Michael J. Fox nel ruolo di Martin McFly.

I film ci fanno vivere le disavventure di Martin, giovane liceale del 1985 amante del Rock, intrappolato in una famiglia il cui padre viene vessato sul lavoro dallo stesso bullo che lo perseguitava a scuola e la cui madre si è inacidita e alza un pochino troppo il gomito.

Martin è molto amico di un vecchio scienziato di nome Emmett Brown, detto “Doc“. Quest’ultimo ha appena trasformato una DeLorean in una macchina del tempo alimentata dal plutonio. Purtroppo, i libici fornitori del carburante tornato alla carica e uccidono Doc e nel trambusto Martin, usando la DeLorean, finisce nel 1955. Qui il ragazzo conosce i propri genitori adolescenti e la futura mamma finisce con l’innamorarsi di lui, creando un pericoloso paradosso temporale.

Martin dovrà quindi trovare il modo di far innamorare nuovamente la mamma del suo futuro padre e, con l’aiuto del Doc del passato, trovare un modo per tornare nel 1985.

2- Bastardi Senza Gloria

Bastardi Senza Gloria è un film di Quentin Tarantino del 2009.

Il film ci presenta una versione ucronica della fine della Seconda Guerra Mondiale. Le vicende si aprono con un flashback nel 1941, una famiglia ebrea nascosta viene scoperta dal colonnello tedesco Hans Landa (Christoph Waltz) che riesce ad uccidere tutti tranne la giovane figlia Shosanna Dreyfus. La  scena si sposta poi nel 1944, la ragazza si è trasferita a Parigi dove, sotto falsa identità, gestisce una sala cinematografica.

Proprio in Francia è da poco giunta la squadra di “bastardi”, soldati ebrei capitanati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt), noti per la consuetudine di prendere lo scalpo dei soldati tedeschi uccisi.

Le strade dei bastardi, di Shosanna e del colonnello Landa si incroceranno per arrivare ad un sanguinoso epilogo in pieno stile Tarantiniano.

 

1- Super 8

Super 8 è un film del 2011, scritto e diretto da J.J. Abrams e prodotto da Steven Spielberg.

Il film è ambientato nel 1979 ed il protagonista è Joe Lamb, un ragazzo di 14 anni che ha da poco perso la madre.

Joe fa parte di un gruppo di amici con la passione per il cinema e tutti insieme stanno girando un film sugli zombi. Joe interpreta il ruolo principale nel film e quello della moglie finisce ad Alice: ragazza di cui Joe è realmente innamorato e figlia dell’uomo che indirettamente ha causato la morte della madre.

Mentre i ragazzi stanno girando una scena del loro film vicino ad una ferrovia, assistono ad un incredibile incidente ferroviario, che scoprono essere stato causato dal loro insegnante di biologia. Dal treno deragliato si liberano dei misteriosi cubi bianchi e anche qualcos’altro.

Il film è un vero inno agli anni ‘70-’80. Il titolo stesso è un omaggio alla pellicola delle cineprese amatoriali di quegli anni, appunto la Super 8.

L’amore impossibile di Joe, il peso del padre che si ritrova a doverlo crescere da solo, la vita difficile di Alice, ma anche l’ironia che pervade tutto il film vi conquisteranno. Garantito!

Le serie tv da vedere da settembre su Sky

Tra la fine di agosto e settembre ci aspettano tante novità seriali su Sky. A un paio di mesi di distanza dalla messa in onda statunitense, il 17 settembre arriva anche su Sky Atlantic «Sharp Objects», l’attesissima miniserie thriller con protagonista Amy Adams e tratta dall’omonimo romanzo della Gillian Flynn di «Gone girl».

Ma questa è solo una delle novità. Lo stesso giorno su Fox debutta anche «Romolo + Giuly», una produzione tutta italiana che riadatta la tragedia shakespeariana in chiave comica e moderna, in uno scontro tra Roma Nord e Roma Sud. In arrivo anche la nuova stagione di «The Affair» e la prima stagione della serie britannica «Save Me», composta da sei episodi.

Grande attesa anche per la sesta stagione di «House of cards», con Claire Underwood (Robin Wright) che prenderà il posto del marito (Kevin Spacey) alla presidenza degli Stati Uniti.

 

The Affair 4the-affair-maxw-654.jpg– che è recentemente stata rinnovata per un quinto e uiltimo capitolo – debutterà su Sky Atlantic mercoledì 29 agosto alle 21.15, dunque tra poco torneremo dentro le complicatissime vite di Noah, Alison, Cole e Helen, campioni indiscussi del #maiunagioia. I quattro protagonisti della serie tentano in tutti i modi di andare avanti e lasciarsi il passato alle spalle, ma il passato è una forza dirompente

 

Sharp Objects hbo-sharp-objects-netflix-streaming.jpegNel tentativo di migliorare la sua vita dopo anni di autolesionismo che l’hanno fatta finire in un ospedale psichiatrico, la giornalista di Chicago Camille Preaker fa ritorno nella sua città natale – Wind Gap, nel Missouri. Qui rischia di cadere ancora più a fondo quando si ritrova a coprire una storia sconcertante: gli omicidi di due preadolescenti. Per raccontarla – e sopravvivere a questo ritorno a casa – Camille deve confrontarsi con il suo passato intricato, finendo col rivedersi un po’ troppo intimamente nelle giovani vittime.

 

Romolo + Giulyromologiulyserie.jpgGaleotto fu il Roma Web Fest, che alla fine del 2016 premiò un corto sperimentale pensato apposta per il digitale e divenuto poi virale: Romolo+Giuly era la storia di due moderni Giulietta e Romeo ambientata attorno al Grande raccordo anulare invece che nella Verona di shakespeariana memoria. In scena “lo scontro che va avanti da migliaia di anni, quello tra il nord e il sud di Roma“. L’eterna rivalità fra i due poli della città eterna saranno al centro ora di una nuova serie comica prodotta per Fox da Wildside e Zero Six Productions.

 

Save MeGV_14_SaveMe_S01-8362248.jpgUna nuova produzione targata Sky UK. Protagonista della serie è Nelson “Nelly” Rowe (Lennie James), disoccupato squattrinato di mezza età che si arrangia come può, un “lavoretto” dietro l’altro. E una donna dietro l’altra, perché Nelly è anche un donnaiolo incallito. La sua esistenza, però, subisce uno scossone quando Jody (Indeyarna Donaldson-Holness), la figlia tredicenne che non ha mai conosciuto, sparisce nel nulla dopo aver lasciato un videomessaggio in cui sostiene di doversi incontrare con suo padre, cioè proprio con lui. Peccato che Nelly non abbia mai incontrato Jody. La sparizione della ragazzina smuove qualcosa dentro di lui, e, soprattutto, lo fa riavvicinare a Claire (Suranne Jones), sua ex fiamma e madre di Jody, che non vede e non sente da almeno un decennio. Ad aiutare Nelly ci saranno i suoi amici Fabio “Melon” Melonzola (Stephen Graham), esperto di informatica ed ex galeotto, e Tam (Jason Flemyng), appassionato di crossdressing e barista in un night club, e la sua amica Stace (Susan Lynch), proprietaria del pub in cui tutti si ritrovano: sfoglia la gallery – Tutti gli episodi di Save Me saranno disponibili On Demand a partire dal 28 settembre

 

House of Cardshocs61-1.jpgLa sesta e ultima stagione di House of Cards è attualmente in fase di produzione, e uscirà verso la fine di quest’anno negli U.S.A., per poi arrivare anche in Italia su Sky Atlantic a novembre . Come i fan ben sapranno, in questo capitolo conclusivo non sarà presente il personaggio di Frank Underwood a causa del licenziamento di Kevin Spacey. La protagonista indiscussa sarà dunque Robin Wright con la sua algida Claire. D’altronde, nell’ultimissima scena della S05 eravamo stati avvisati: ora è il suo turno.

I nuovi film aggiunti su Netflix

Netflix ha aggiunto nuove pellicole al suo catalogo tra queste due grandi capolavori (Eva contro Eva – Mulholland Drive). Vi ricordo che i film non restano per sempre sulla piattaforma quindi non fateveli scappare!

Eva contro Eva

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Eva Harrington desidera farsi un nome nel mondo del teatro. Si conquista la fiducia di una grande attrice, Margo Channing, che però si ingelosisce quando le arriva voce del talento della sua protetta. Un giorno, Eva sostituisce Margo in una serata e ottiene uno straordinario successo: è nata una nuova stella, ma c’è già qualcuno che cerca di fare al lei ciò che lei ha fatto a Margo.

Una descrizione impietosa del mondo del teatro, metafora dei rapporti sociali; una messa in scena raffinata e un’interpretazione d’alta classe: Mankiewicz ai massimi livelli. Sei Oscar (film, regia, sceneggiatura, costumi, George Sanders attore non protagonista, suono), premio speciale della giuria e Palma d’oro per la migliore attrice (Bette Davis) a Cannes. Omaggiato da Almodòvar in “Tutto su mia madre”.

Hannibal

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È tornato Hannibal Lecter. Al romanzo – film di Thomas Harris e Jonathan Demme, “Il silenzio degli innocenti”, era seguito, È tornato Hannibal Lecter. Al romanzo – film di Thomas Harris e Jonathan Demme, “Il silenzio degli innocenti”, era seguito, nel settembre del ’99 il sequel Hannibal, diventato puntualmente film. Hannibal è fuggito e si nasconde a Firenze, è diventato il professor Fell, un colto bibliofilo. Su di lui c’è una taglia di tre milioni di dollari, messa privatamente da una sua antica vittima, orrendamente sfigurata (Oldman). La didascalia di lancio americana era “quanto tempo può nascondersi un uomo prima di tornare a fare ciò che meglio gli riesce?”. E Hannibal non resiste poi tanto. Di lui già sospetta l’ispettore Pazzi (Giannini) che ha bisogno di soldi e poi riappare la famosa agente FBI Clarice, che non è più Jodie Foster ma Julianne Moore. Sarà proprio la memoria del rapporto competitivo-morboso da parte di entrambi, Hannibal e Clarice, la chiave di volta della soluzione, se così vogliamo chiamarla. I valori aggiunti di questa produzione sono certamente la location – i vari centri artistici, il ponte vecchio – la maggiore energia figurativa di Scott rispetto al più “intimista” predecessore, e perché no, il quanto di italianità con la bravura di Giannini e l’appeal di Francesca Neri nel ruolo di sua moglie. In sostanza Hannibal è un accurato prodotto da consumare. L’altro, Il silenzio degli innocenti, era un'”Opera” meritevole di tutti i riconoscimenti.

Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello

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La grande saga tolkeniana ha finalmente raggiunto il grande pubblico. C’era stato in passato un film d’animazione che aveva deluso gli appassionati. Ma questa volta il bersaglio sembra centrato. Le vicende dello hobbit Frodo che con un gruppo di amici della sua razza e con altri compagni d’avventura si trova ad affrontare un’impresa che lo sovrasta, hanno trovato in Peter Jackson un interprete fedele ma non cieco. Questo è un film destinato non solo ha chi ha letto e riletto la trilogia e ne è un tenace sostenitore, ma a un pubblico che voglia godere di un film ad alto tasso di spettacolarità capace però di conservare ai protagonisti delle caratteristiche di ‘umanità’ che non li facciano sentire distanti. Basti pensare, a titolo di esempio, alla scena in cui Bilbo (un grande Ian Holm) sente il Male emergere nella sua personalità. Riesce a tradurre visivamente un conflitto tutto interiore e non è impresa facile. Al di là delle vicende avventurose e dei numerosi effetti speciali, provate ad osservare le scenografie. Che si tratti della Nuova Zelanda fotografata come un luogo magico (e ai nostri occhi lo è) o delle ricostruzioni elettroniche o in studio, la cura dei particolari e il lavoro sulla trasfigurazione di correnti artistiche ed architettoniche è di un’efficacia tale da fare degli ambienti dei protagonisti. Il che significa anche non tradire Tolkien che aveva realizzato, come è noto, mappe dettagliate dei luoghi in cui aveva ambientato le vicende fantastiche. Come era accaduto per Star Wars anche qui non possiamo fare altro che attendere il seguito, quasi certi che sarà all’altezza visto che, per la prima volta nella storia del cinema, i tre episodi sono stati girati insieme anche se vedranno la luce dei proiettori con la frequenza di uno all’anno.

La donna più assassinata del mondo

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Parigi, 1932. Il teatro Grand Guignol è sulla cresta dell’onda ma anche nell’occhio della bufera da parte di diversi cittadini che vorrebbero farlo chiudere. Le attrazioni proposte sul palcoscenico sono a tema horror, violente, e la recente serie di brutali uccisioni di giovani donne della zona, perlopiù prostitute, sembra esservi potenzialmente collegata.
Proprio per questo un giovane giornalista locale viene inviato dal suo direttore a osservare sul campo lo spettacolo, sold-out praticamente ogni sera: la star più apprezzata e osannata dello show è Paula Maxa, la quale ama ella stessa definirsi in prima persona La donna più assassinata del mondo.
La carismatica attrice, che ha un profondo e drammatico trauma nel suo passato, vorrebbe smettere prima o poi di recitare quello scomodo ruolo (vittima, giorno dopo giorno, di finte torture ed esecuzioni a sollazzo del pubblico pagante), anche per via di alcune lettere minatorie di un misterioso ammiratore che palesa la volontà di ucciderla nella realtà.

 

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

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Tratto dal romanzo epistolare di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, e diretto dal regista di Quatto matrimoni e un funerale Mike Newell, Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey prende le mosse da un momento particolare nella vita della giornalista Juliet Ashton (Lily James), diventata una firma molto popolare nel dopoguerra, alle prese con la promozione del suo ultimo romanzo. Tra i due inizia così un fitto scambio epistolare, culminato con la decisione di Juliet – presa contro la volontà del suo fidanzato, l’editore americano Mark Reynolds (Glen Powell) – di fare le valigie e andare a trovare l’uomo, che vive sull’isola di Guersney: la donna ha infatti scoperto che Dawsey fa parte di un club dal nome bizzarro, il “club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”, che potrebbe darle lo spunto di cui è disperatamente in cerca per scrivere un nuovo romanzo. Giunta sull’isola, Juliet viene catapultata nel bizzarro mondo del club e dei suoi associati, persone che durante la guerra hanno fondato l’associazione come atto di resistenza all’occupazione nazista, e che continuano a mantenerla in vita conservando un forte spirito rivoluzionario. Eppure l’isola, e quel club di avidi lettori, nascondono più di un mistero: che fine ha fatto la fondatrice del club, Elizabeth McKenna, di cui nessuno ha voglia di parlare?

 

Mulholland Drive

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Mulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù. Bisognerebbe ricordarsi di questa simbologia per cercare di dare un senso all’ultimo onirico ed enigmatico film di David Lynch. Quella che il regista stesso ha definito come “una semplice storia d’amore nella città dei sogni” è in realtà un intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà, con un tocco di nostalgia per il noir degli anni ’40 ed una aperta ostilità verso l’attuale star system. Rita è un’avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d’auto in seguito al quale ha però perso la memoria, Betty un’aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due protagoniste cercano di far luce sull’amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra… Film astratto, con una straordinaria potenza visiva, è nello stesso tempo affascinante e disturbante. Difficile trovare una chiave di lettura razionale. E difficile descriverlo. Seguendo il linguaggio dei sogni voluto dal regista, bisognerebbe limitarsi a viverne le emozioni.

 

Grace of Monaco

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La magia del set, i complimenti della troupe, l’ultimo ciak. È il 1956, Grace Kelly lascia l’America e lo studio dove ha finito di girare High Society per entrare davvero nell’alta società e in un altro mondo, sposando il principe Ranieri e ritirandosi a Monaco. Sei anni dopo, la favola deve fare i conti con la realtà di un matrimonio messo in crisi dagli impegni del principe, che allontanano sempre più i due coniugi, oltre che con la crisi del Principato stesso, minacciato di annessione dalla Francia di De Gaulle, in cerca di soldi rapidi per far fronte alle spese in Algeria. In questo delicato frangente, arriva, intrigante e sorniona come chi la porge, la proposta di Hitchcock di riportare Grace a Hollywood e farne la protagonista di Marnie. Nella terra che è simbolo di libertà, la principessa venuta da Filadelfia è costretta suo malgrado a scegliere, tra il richiamo dell’arte e della passione, da una parte, e quello della famiglia e della politica, dall’altra.
Se c’è una temperatura che questo film non raggiunge mai è quella del “ghiaccio bollente”, ossimoro creato da Sir Alfred proprio per quella musa bionda e algida, cui avrebbe tanto voluto far interpretare una cleptomane frigida, ma lei gli preferì un’altra scena e un altro glamour. E se Grace di Monaco non raggiunge la temperatura è anche perché, a differenza della sua protagonista, non sa scegliere: non opta per il tratto marcato del mélo ma nemmeno per quello leggero e romantico che aveva scolpito le vacanze romane della principessa Anna, scegliendo invece la strada della parabola dei grandi poteri che implicano grandi responsabilità, ma senza supereroi a giustificare gli eccessi.
Da cima a fondo, Olivier Dahan non si cura di mostrare quanto piuttosto di dimostrare. Dimostrare le capacità mimetiche di Nicole Kidman, dimostrare di conoscere la storia e dimostrare di saperla romanzare. Ma l’ansia della dimostrazione conduce dritta alla didascalia.
Ci sono tante piccole cose di pessimo gusto (basterebbero, in questo senso, le inquadrature finali) e ci sono pennellate ben assestate (Hitch che congeda Grace al telefono consigliandole di non tenersi troppo sull’orlo del fuoricampo, ma dice “the end of the frame” che in francese è “corniche”, parola che indica anche la strada panoramica della Costa Azzurra che le aveva fatto percorrere a gran velocità in Caccia al ladro e che le sarà tragicamente fatale). C’è l’idea chiave di far coincidere l’impegno matrimoniale con quello per lo Stato e per il popolo, e quella (più facile) di salvare in extremis il libero arbitrio della donna invitandola a prendere il suo ruolo di principessa come se fosse una parte da recitare. Soprattutto, però, c’è un tono senza fine monocorde, c’è la messa al bando dell’emozione, la riduzione del personaggio ad icona anziché il racconto del suo ingrandimento, e lo sforzo cui ci si deve sottoporre per immaginare ad ogni minuto la vera Grace dietro l’ingombrante Kidman.

Come condividere l’abbonamento Netflix e risparmiare

Se volete risparmiare sull’abbonamento Netflix la miglior cosa da fare è quella di condividerlo con altre persone che possono essere degli amici o degli utenti in rete, dividere la spesa rende ancora più piacevole guardare i contenuti proposti dal famoso servizio di streaming, ma come condividere l’abbonamento Netflix?

Condividere l’abbonamento Netflix con gli amici

Esaminiamo prima questa possibilità che ci permette di condividere l’abbonamento con i nostri migliori amici, come fare? Allora, mettiamo che avete aperto a vostro nome un account su Netflix e avete pagato la quota mensile di 11,99 euro al mese per Netflix Premium che prevede film, serie tv e documentari in streaming con risoluzione fino a 4K simultaneamente su 4 dispositivi.

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Così decidete di passare i dati anche a vostri tre amici, ogni mese ognuno di loro deve portarvi la propria quota, poiché sarete sempre voi a pagare, in quanto avrete collegato il vostro account Paypal da cui Netflix preleverà automaticamente i soldi.

E se qualcuno si dimentica di pagare o non vuole più partecipare? Insomma, la gestione di questo tipo di condivisione dell’abbonamento Netflix non è proprio comoda e né tanto meno sicura, per cui è meglio passare alla seconda possibilità.

 

Condividere l’abbonamento Netflix con Together Price

Together Price è un servizio gratuito e legale di Sharing Network che permette di condividere facilmente i nostri abbonamenti con amici, parenti e persone sul web, in questo modo sarà possibile risparmiare sui costi dell’abbonamento a servizi come quello di Netflix.

Cerchiamo di capire come condividere il nostro abbonamento mensile di Netflix Premium sulla piattaforma.

Per prima cosa bisogna collegarsi al sito togetherpirce.com e registrarsi, è possibile farlo inserendo mail e password, oppure attraverso il proprio account Facebook, se si sceglie la prima opzione bisogna confermare la procedura cliccando sul link nella mail inviata dopo aver concluso tutta la procedura di registrazione.

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Dopo aver effettuato il login in TogetherPrice saremo indirizzati a una pagina che contiene le “offerte di condivisione”, troveremo soprattutto abbonamenti Netflix.

Sharing Joiner e Sharing Admin, come funzionano

A questo punto avremmo davanti due scelte, partecipare a una condivisione di account messi a disposizione di altri utenti (Sharing Joiner), oppure, condividere il proprio account Netflix con altri (Sharing Admin).

Sharing Joiner

Possiamo cliccare su una delle tante proposte ancora disponibili di condivisione abbonamento Netflix, vengono mostrati i dati di chi ha inserito la proposta, il tipo di abbonamento, il livello di affidabilità ed eventuali recensioni.

In questa schermata viene visualizzata anche la quota da versare, per Netflix Premium di solito è 3 euro + 0,95 euro di commissioni del servizio togetherprice.

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Per partecipare alla condivisione bisogna inviare una richiesta a chi ha creato il Post di Condivisione, se accetterà si passerà al pagamento della quota per accedere a quel servizio, poi si potrà effettuare il download dei dati di accesso.

Sharing Admin

In questo caso vogliamo condividere il nostro account Netflix Premium con altre persone, per farlo clicchiamo sul pulsante CREA, poi su Inizia e indichiamo cosa vogliamo condividere a scelta tra: Google Play Musica, Office 365 Home, Netflix, Spotify, Apple Music e Xbox Live.

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Dopo aver scelto e accettato I termini e le condizioni clicchiamo su Continua e scegliamo il tipo di abbonamento, in questo caso Account Premium.

Indichiamo con quante persone vogliamo condividere l’abbonamento e inseriamo l’email e la password di accesso all’account Netflix e clicchiamo su Continua.

A questo punto bisogna scegliere rendere la condivisione pubblica o privata, nel primo caso sarà visibile a chiunque sia iscritto al sito, nel secondo caso saremmo noi a invitare le persone a partecipare alla condivisione.

Dopo aver fatto la nostra scelta, completare l’operazione cliccando su Conferma e Invita, al termine viene offerta la possibilità di inviare inviti alla condivisione tramite Facebook, Whatsapp ed email.

Sia che abbiamo creato una condivisione privata o pubblica, ci arriveranno delle notifiche di richiesta di condivisione che potremo esaminare, solo dopo averle accettate, le persone potranno effettuare il pagamento della quota e avere a disposizione i dati del nostro abbonamento Netflix Premium.

Con questo sistema è possibile condividere in pochissimo tempo il proprio abbonamento Netflix, inoltre, chi ha aderito al post può ritirarsi in qualsiasi momento, lasciando il posto libero a qualcun altro che vorrà prendere parte alla CREW.

Attenzione al proprio account Netflix

Poiché si condividono i dati di accesso al proprio account Netflix, si consiglia di usare una mail e una password che sono dedicate solo alla registrazione e di non usare le stesse credenziali per altri account,come quelli della posta elettronica.

Inoltre, bisogna ricordare che tutti gli utenti con i quali si condivide l’account Netflix hanno gli stessi privilegi di chi ha deciso di condividere il proprio abbonamento e possono modificare l’account in ogni suo aspetto.

SLENDER MAN altrochè il solito “teen horror”…

SLENDER MAN

Regia: Sylvain White. Anno: 2018

 

Alcune amiche adolescenti vivono stretta la cittadina del Massachusetts dove abitano e favoleggiano di scappare e vivere altrove. Nel frattempo, per passare la serata, decidono di fare come alcuni loro amici maschi e di evocare il misterioso Slender Man, entità maligna di cui si favoleggia su internet: può manifestarsi, si dice, in varie forme ed è dotato di poteri ipnotici che rendono inermi le sue vittime. Naturalmente, non pensano esista sul serio. In ogni caso, compiono il rituale di evocazione. Niente sembra succedere, perciò le ragazze passano ad altro. Una settimana dopo, Katie, una delle ragazze, scompare misteriosamente nel bosco. Il papà di Katie, disperato, dà fuori di matto. Le ragazze si sentono in colpa e cominciano a pensare che dietro a quella sparizione possa davvero esserci Slender Man. E pensano che solo entrando in contatto con quell’essere mostruoso e misterioso possono sperare di riportare indietro Katie. Naturalmente, il compito non è per niente facile e richiede che si mettano in gioco con tutte loro stesse.

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Slender Man è un horror molto particolare, diverso dalla media di quelli che siamo abituati a vedere ultimamente. Merito della produzione indipendente (sostenuta poi dalle major per la distribuzione, Sony in USA e Warner in Italia) e della confezione a cura di due artisti europei, il regista francese Sylvain White e il direttore della fotografia di origini italiane Luca Del Puppo. Slender Man è un horror che non abusa dei jumpscare (pur utilizzandoli in un paio di occasioni): è più un horror psicologico e d’atmosfera, di sensazioni, di turbamenti. Pur avendo per protagoniste delle teenager, ed essendo ambientato in un classico liceo americano, è piuttosto lontano dai teen horror che siamo abituati a vedere ultimamente (vedi, per fare un esempio recente, Obbligo o verità).

CONSIGLIATO

VOTO: 7

 

 

 

Cosa guardare su Netflix – elenco aggiornato a Settembre 2018

Cosa guardare su Netflix è una domanda valida tutto l’anno, ma ancora di più quando si rientra in città dopo le vacanze e si torna alla routine, fatta sì di studio e lavoro ma anche delle nostre amate serate da dedicare a film e serie tv. D’altra parte ad attenderci ci sono tantissimi nuovi titoli da non perdere, vecchi film da (ri)vedere e serie tv in grado di tenerci incollati allo schermo per tutta la prossima stagione. Insomma, mentre si accorciano le giornate per fortuna lo streaming ci viene in aiuto e film e serie tv sono lì pronti a farci compagnia fino a tarda sera.

La quantità di titoli in catalogo rende difficile decidere cosa vedere?

Vi aiutiamo noi, aggiornando di mese in mese l’elenco di serie tv da vedere e disponibili su Netflix.

Per fare il punto sulle nuove uscite, ripassare i titoli migliori dell’anno passato da recuperare, e aiutarvi a decidere cosa iniziare a guardare adesso, i titoli da vedere su Netflix sono divisi in due elenchi, il primo dedicato alle serie tv e l’altro ai film.

Maniac

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Debutto in contemporanea mondiale per la serie tv con Emma Stone. La serie più attesa dell’autunno racconta la storia di Annie Landsberg (Emma Stone) e Owen Milgrim (Jonah Hill), due sconosciuti che arrivano all’ultima fase di una sperimentazione farmaceutica. Ma le cose non vanno come previsto. (Dal 21 Settembre)

 

The good cop

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Dall’autore di Detective Monk arriva The Good Cop, una nuova serie originale Netflix con Tony Danza, che interpreta un disonorato, ex ufficiale della polizia di New York che non ha mai seguito le regole, e Josh Groban, nel ruolo di suo figlio Tony, un serio, ossessivamente onesto Detective della polizia di New York che ha il dovere di seguire sempre le regole. Una serie poliziesca sì, ma con i toni della commedia. Tutti gli episodi disponibili dal 21 settembre.

 

Atypical

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Decisamente toccante, «Atypical» ha per protagonista un diciottenne di nome Sam (interpretato da Keir Gilchrist). Il ragazzo è affetto dalla sindrome dello spettro autistico e questo sconvolge la vita della sua famiglia, iniziando un viaggio di crescita personale alla ricerca di indipendenza, amore e approvazione. (Seconda stagione dal 7 Settembre)

 

Insatiable

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Una nuova produzione Netflix. Protagonista è Patty, o Fatty Patty, un’adolescente bullizzata dai compagni di scuola finché non si trasforma in una ragazza «hot» e decide di prendersi una vendetta su tutti i suoi persecutori. I 13 episodi della prima stagione saranno disponibili dal 10 Agosto.

 

Disincanto

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Dieci puntate di un nuovo cartone firmato dal papà dei Simpson e Futurama, Matt Groening. Ambientata in un universo di fantasia chiamato Dreamland ha per protagonista una principessa che preferisce il gioco d’azzardo alla vita di corte, un elfo stufo di avere intorno solo gente felice e una creaturina demoniaca il cui compito è quello di convincere Bean (la principessa) a prendere le decisioni sbagliate. Su Netflix dal 17 Agosto.

 

Riverdale

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Un teen drama che racconta la vita di Archie Andrews a Riverdale, una piccola città che dietro l’immagine perfetta nasconde come sempre molte oscurità. Finita l’estate, in cui Jason Blossom è rimasto ucciso in un incidente in barca, Archie nasconde un segreto: il giorno in cui è scomparso ha sentito un colpo di arma da fuoco. Nel cast anche il fu Luke Perry di Beverly Hills 90210.

 

Orange Is The New Black

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Su Netflix si trovano tutte e sei le stagioni di «Orange Is The New Black», serie tv che ci porta all’interno di un carcere femminile dove vengono raccontate le storie personali, sentimentali e penali di un gruppo di donne, a partire dalla protagonista Piper Chapman (Taylor Schilling), finita dentro per amore. (sesta stagione dal 27 luglio)

Suspiria – L’orrore alberga a Berlino.

Suspiria, rivisitazione del classico horror di Dario Argento, secondo il regista Luca Guadagnino, è ambientato in Germania negli anni 70 dove una ballerina americana si iscrive alla Tanz Akademie per seguire i suoi prestigiosi corsi di danza, ma quando inizieranno a scomparire alcune ragazze scoprirà che l’istituto, fondato dalla potente e malvagia strega, la Mater Suspiriorum, è una copertura per lo studio delle scienze occulte. Il film, arricchito dalla colonna sonora di Thom Yorke, leader dei Radiohead, vede come protagonisti principali Dakota Johnson, Tilda Swinton, Chloë Grace Moretz e Jessica Harper.

Sono due le vie possibili quando ci si accosta a un classico: mantenersi aderenti all’originale attualizzandolo là dove possibile o tradirlo a favore di una rilettura personale. Luca Guadagnino sceglie la seconda via, anzi, la porta all’estremo, con buona pace dei fan di Dario Argento. Al di là di una evidente fascinazione per il mito alla base di Suspiria, la leggenda delle tre madri, è evidente che a Guadagnino non interessa rielaborare l’originale. A dirla tutta, è difficile perfino collocare Suspiria nel genere horror, visto che ne tradisce ritmo e regole a favore di una riflessione personale su maternità, femminilità e senso di colpa.

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L’orrore alberga a Berlino

Nel suo Suspiria, Luca Guadagnino sposta l’azione da Friburgo a Berlino. Se la Friburgo di Dario Argento era una città tenebrosa, ma non particolarmente riconoscibile, l’ambientazione berlinese, per Guadagnino, è essenziale al discorso che vuole portare avanti. La capitale tedesca, nel 1977, è una città non pacificata, sospesa tra due conflitti, la Seconda Guerra Mondiale, che ha segnato profondamente gli abitanti, e il terrorismo dei gruppi estremisti di sinistra. Susie Bannon (Dakota Johnson) entra a far parte della misteriosa scuola di danza di Madame Blanc (Tilda Swinton) proprio nei giorni in cui la banda Baader-Meinhof dirotta un aereo della Lufthansa prendendone in ostaggio i passeggeri e vicina alle idee dei terroristi è anche una delle ballerine della scuola, Patricia (Chloe Moretz). La stessa scuola di danza di Madame Blanc, ben diversa dallo spettrale edificio scelto da Dario Argento, assimilabile quasi a un castello di qualche tetra fiaba, è una grigia costruzione che si erge a fianco del Muro.

Per immergere lo spettatore in questo contesto, Luca Guadagnino si prende tutto il tempo necessario creando perfino una storia parallela e distinta dall’ingresso di Susie Bannon nella scuola di danza. Storia che coinvolge un anziano psicanalista a cui Patricia si è rivolta in cerca di aiuto, immerso nei ricordi del passato e afflitto dalla perdita della moglie, scomparsa nel nulla durante la Guerra. Il contesto socio-politico penetra nel quotidiano della scuola di danza, perfino le streghe che vi insegnano commentano le gesta della banda Baader-Meinhof a colazione alternando la visione del tg alle loro raccapriccianti pratiche. L’andamento del film presenta un’insolita lentezza, dedicando ampia attenzione a location, paesaggi e personaggi. A interrompere questo status quo intervengono improvvise accelerazioni in coincidenza con le raccapriccianti scene che tanto hanno terrorizzato gli spettatori che le hanno viste in anteprima al Cinema-Con la scorsa primavera.

I migliori film che ogni fotografo deve vedere

Il Portiere di Notte – The Night Porter618x332x2.jpg
Questo film sarà sempre controverso. Dovete vederlo per capirne il motivo. Per me, le luci sono fantastiche. È una storia contorta e oscura, ma la protagonista femminile, Lucia, il cui nome significa “luce”, e il senso di colpa del protagonista maschile che ha paura della luce, aggiungono molto intrigo anche per me. Ho guardato questo film talmente tante volte, ma ogni volta noto qualcosa di nuovo. Alfio Contini ha illuminato magnificamente questa storia oscura.

Il Padrino – The Godfather1024x768x2.jpg
Film epico di Francis Ford Coppola che rimarrà nella mia top 10 dei film di sempre. La storia, gli attori, la direzione artistica, sono tutti fantastici in questo film. Ma le luci sono impeccabili. Ricordo la prima volta che l’ho visto. La prima scena mi ha catturato. Le luci mi hanno catturato. Gordon Willis è sempre stato uno dei miei direttori della fotografia preferiti. Ha realizzato le luci anche per i miei film preferiti di Woody Allen, “Manhattan” e “Io e Annie”. E ha realizzato le luci per uno dei miei film preferiti di sempre: “Klute”. Lo metto in sottofondo quando lavoro al mio computer stando a letto.

 

A Venezia…un Dicembre Rosso Shocking – Don’t Look Now300x450x2.jpg
Anthony B. Richmond: GENIO! Ha realizzato anche Il Pianista che ha delle luci fenomenali. Guardo “A Venezia…un Dicembre Rosso Shocking” circa una volta l’anno. La storia è inquietante ma le luci ci portano a provare comprensione per i personaggi e il dolore che provano per la perdita della figlia. Vederlo è d’obbligo.

Sconosciuti sul Treno – Strangers on a Train457x755x2.jpg
Non possiamo dimenticare Hitchcock. E c’è così tanto da imparare sulla fotografia e il fare film guardando i suoi lavori. Ho menzionato “Sconosciuti sul Treno” ma Robert Burks, il primo direttore della fotografia di Hitchcock, ha diretto anche “La donna che visse due volte – Vertigo”, “Uccelli – Birds”, “Intrigo internazionale – North by Northwest”, “Caccia al ladro – To catch a thief”, etc. etc. E c’è molto da imparare da tutti questi film. Se 4 dei film che ho appena menzionato hanno vinto un Oscar o una nomination, dobbiamo studiare il direttore della fotografia, meritevole di rispetto. E anche se non guardo film di Hitchcock regolarmente, lo facevo quando frequentavo l’Art Center e studiavo per la prima volta le luci.

 

Barry Lyndon (1975)

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Ok, chi di voi là fuori ha una lente f 0.7? Bene, tra i fotografi di scena che conosco nessuno ha una tale tesoro e anche nella riccamente finanziata industria cinematografica, un così straordinario pezzo di vetro è molto raro, probabilmente limitato a uno solo – quello che il regista Stanley Kubrick ha usato per filmare le persistenti scene a lume di candela di Barry Lyndon. Per questi momenti, Kubrick aveva un obiettivo 50mm costruito per la NASA dalla Compagnia Carl Zeiss modificato con un adattatore Kollmorgen usato nelle macchine fotografiche. Con l’illuminazione delle candele non è stata usata luce artificiale. La luce calda generata dalle candele crea un’avvincente aspetto pittorico che ricorda Thomas Gainsborough e altri artisti dell’era in cui questo film è ambientato.

 

L’Ultimo Imperatore – The Last Emperor (1987) 263x353x2.jpg
Bernardo Bertolucci ha affrontato un’enorme sfida quando decise di affrontare la vera storia di Pu Yi, l’ultimo sovrano della Dinastia Ching antica 300 anni. Abbracciando il periodo dal 1908 al 1967, Bertolucci riuscì a trasformare la storia di Pu Yi in un avvincente (e tragico) epico storico.

Uno degli attrezzi cinematici più efficaci nel film è l’uso dei colori. Bertolucci e il direttore della fotografia Vittorio Storaro hanno utilizzato tavolozze di colori specifici per rinforzare simbolicamente e illustrare gli stati d’animo. Infatti, è stato detto che la vera stella del film sia la direzione della fotografia di Storaro e certamente un così deliberato e brillante uso dei colori è una delle ragioni per cui il film ha vinto molti Academy Awards incluso Miglior Fotografia. Il film serve anche a ricordare il potere dei colori per influenzare la reazione dello spettatore.

 

Il Terzo Uomo – The Third Man (1949)

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Dopo aver già scritto del glorioso uso dei colori in alcuni film, è confortante ricordare la magia dell’antiquato bianco e nero – è soltanto una magia differente. Nessun film lo illustra meglio di Il Terzo Uomo, un thriller che, oltre che una grande storia, offre una fotografia cupa che ha vinto l’unico Academy Award del film (nonostante avesse tre nomination).

Ho visto questo film recentemente per la quarta volta, dopo non averlo visto per molti anni, e sono contento di scoprire che questo classico non ha perso un briciolo del suo fascino. Se non è il mio film in bianco e nero preferito, è certamente un contendente. (Non sono il solo: Il British Film Institute lo ha votato come miglior film inglese del 20esimo secolo.) È stato il primo film che ho visto con l’angolo di ripresa inclinato così che le inquietanti composizioni inclinate aumentano la suspense di alcune scene. Le distorsioni del grandangolo e la profondità di campo contribuiscono a un’inesorabile suspense ma niente afferra l’attenzione dello spettatore più delle lunghe ombre e il suggestivo uso delle luci e ombre che danno al film immagini accattivanti e un intrigo da incubo.

Per quanto riguarda me, io sono abbastanza parziale per Last Train Home. E voi ragazzi? Quali film amate rivedere quando siete a corto di ispirazione per le vostre fotografie?