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MANIAC: EMMA STONE NEL NUOVO TEASER DELLA SERIE NETFLIX

Maniac, interpretata dalle star Emma Stone e Jonah Hill. Il progetto in dieci puntate è ispirato all’omonimo show televisivo norvegese e racconta la storia di due sconosciuti che si ritrovano coinvolti in una sperimentazione farmaceutica andata male.
Lo show farà il suo debutto sulla piattaforma streaming il 21 settembre.

La sceneggiatura delle puntate è stata firmata da Patrick Somerville (The Leftovers), mentre la regia è stata curata da Cary Fukunaga (True Detective).

Ambientato in un mondo come il nostro, in un tempo del tutto simile al nostro tempo, Maniac racconta le storie di Annie Landsberg (Stone) e Owen Milgrim (Hill), due estranei attirati nelle ultime fasi di un misterioso esperimento farmaceutico, ciascuno per le proprie ragioni. Annie è insoddisfatta e senza scopi, immobilizzata nei rapporti interrotti con la madre e la sorella; Owen, quinto figlio di ricchi industriali di New York, ha lottato per tutta la vita contro una diagnosi controversa di schizofrenia. La vita di nessuno dei due è andata nel migliore dei modi e la promessa di un nuovo, radicale tipo di trattamento farmaceutico – una sequenza di pillole che il suo inventore, il Dott. James K. Mantleray (Justin Theroux), sostiene possa riparare ogni cosa che riguarda la mente, sia essa una malattia mentale o un crepacuore – attira loro due e dieci altri estranei nelle strutture della Neberdine Pharmaceutical and Biotech per una sperimentazione di farmaci della durata di tre giorni che, vengono rassicurati, senza complicazioni o effetti collaterali, risolveranno tutti i loro problemi, permanentemente. Le cose però non vanno come previsto.

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I nuovi film aggiunti su Netflix

Netflix ha aggiunto nuove pellicole al suo catalogo tra queste due grandi capolavori (Eva contro Eva – Mulholland Drive). Vi ricordo che i film non restano per sempre sulla piattaforma quindi non fateveli scappare!

Eva contro Eva

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Eva Harrington desidera farsi un nome nel mondo del teatro. Si conquista la fiducia di una grande attrice, Margo Channing, che però si ingelosisce quando le arriva voce del talento della sua protetta. Un giorno, Eva sostituisce Margo in una serata e ottiene uno straordinario successo: è nata una nuova stella, ma c’è già qualcuno che cerca di fare al lei ciò che lei ha fatto a Margo.

Una descrizione impietosa del mondo del teatro, metafora dei rapporti sociali; una messa in scena raffinata e un’interpretazione d’alta classe: Mankiewicz ai massimi livelli. Sei Oscar (film, regia, sceneggiatura, costumi, George Sanders attore non protagonista, suono), premio speciale della giuria e Palma d’oro per la migliore attrice (Bette Davis) a Cannes. Omaggiato da Almodòvar in “Tutto su mia madre”.

Hannibal

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È tornato Hannibal Lecter. Al romanzo – film di Thomas Harris e Jonathan Demme, “Il silenzio degli innocenti”, era seguito, È tornato Hannibal Lecter. Al romanzo – film di Thomas Harris e Jonathan Demme, “Il silenzio degli innocenti”, era seguito, nel settembre del ’99 il sequel Hannibal, diventato puntualmente film. Hannibal è fuggito e si nasconde a Firenze, è diventato il professor Fell, un colto bibliofilo. Su di lui c’è una taglia di tre milioni di dollari, messa privatamente da una sua antica vittima, orrendamente sfigurata (Oldman). La didascalia di lancio americana era “quanto tempo può nascondersi un uomo prima di tornare a fare ciò che meglio gli riesce?”. E Hannibal non resiste poi tanto. Di lui già sospetta l’ispettore Pazzi (Giannini) che ha bisogno di soldi e poi riappare la famosa agente FBI Clarice, che non è più Jodie Foster ma Julianne Moore. Sarà proprio la memoria del rapporto competitivo-morboso da parte di entrambi, Hannibal e Clarice, la chiave di volta della soluzione, se così vogliamo chiamarla. I valori aggiunti di questa produzione sono certamente la location – i vari centri artistici, il ponte vecchio – la maggiore energia figurativa di Scott rispetto al più “intimista” predecessore, e perché no, il quanto di italianità con la bravura di Giannini e l’appeal di Francesca Neri nel ruolo di sua moglie. In sostanza Hannibal è un accurato prodotto da consumare. L’altro, Il silenzio degli innocenti, era un'”Opera” meritevole di tutti i riconoscimenti.

Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello

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La grande saga tolkeniana ha finalmente raggiunto il grande pubblico. C’era stato in passato un film d’animazione che aveva deluso gli appassionati. Ma questa volta il bersaglio sembra centrato. Le vicende dello hobbit Frodo che con un gruppo di amici della sua razza e con altri compagni d’avventura si trova ad affrontare un’impresa che lo sovrasta, hanno trovato in Peter Jackson un interprete fedele ma non cieco. Questo è un film destinato non solo ha chi ha letto e riletto la trilogia e ne è un tenace sostenitore, ma a un pubblico che voglia godere di un film ad alto tasso di spettacolarità capace però di conservare ai protagonisti delle caratteristiche di ‘umanità’ che non li facciano sentire distanti. Basti pensare, a titolo di esempio, alla scena in cui Bilbo (un grande Ian Holm) sente il Male emergere nella sua personalità. Riesce a tradurre visivamente un conflitto tutto interiore e non è impresa facile. Al di là delle vicende avventurose e dei numerosi effetti speciali, provate ad osservare le scenografie. Che si tratti della Nuova Zelanda fotografata come un luogo magico (e ai nostri occhi lo è) o delle ricostruzioni elettroniche o in studio, la cura dei particolari e il lavoro sulla trasfigurazione di correnti artistiche ed architettoniche è di un’efficacia tale da fare degli ambienti dei protagonisti. Il che significa anche non tradire Tolkien che aveva realizzato, come è noto, mappe dettagliate dei luoghi in cui aveva ambientato le vicende fantastiche. Come era accaduto per Star Wars anche qui non possiamo fare altro che attendere il seguito, quasi certi che sarà all’altezza visto che, per la prima volta nella storia del cinema, i tre episodi sono stati girati insieme anche se vedranno la luce dei proiettori con la frequenza di uno all’anno.

La donna più assassinata del mondo

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Parigi, 1932. Il teatro Grand Guignol è sulla cresta dell’onda ma anche nell’occhio della bufera da parte di diversi cittadini che vorrebbero farlo chiudere. Le attrazioni proposte sul palcoscenico sono a tema horror, violente, e la recente serie di brutali uccisioni di giovani donne della zona, perlopiù prostitute, sembra esservi potenzialmente collegata.
Proprio per questo un giovane giornalista locale viene inviato dal suo direttore a osservare sul campo lo spettacolo, sold-out praticamente ogni sera: la star più apprezzata e osannata dello show è Paula Maxa, la quale ama ella stessa definirsi in prima persona La donna più assassinata del mondo.
La carismatica attrice, che ha un profondo e drammatico trauma nel suo passato, vorrebbe smettere prima o poi di recitare quello scomodo ruolo (vittima, giorno dopo giorno, di finte torture ed esecuzioni a sollazzo del pubblico pagante), anche per via di alcune lettere minatorie di un misterioso ammiratore che palesa la volontà di ucciderla nella realtà.

 

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

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Tratto dal romanzo epistolare di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, e diretto dal regista di Quatto matrimoni e un funerale Mike Newell, Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey prende le mosse da un momento particolare nella vita della giornalista Juliet Ashton (Lily James), diventata una firma molto popolare nel dopoguerra, alle prese con la promozione del suo ultimo romanzo. Tra i due inizia così un fitto scambio epistolare, culminato con la decisione di Juliet – presa contro la volontà del suo fidanzato, l’editore americano Mark Reynolds (Glen Powell) – di fare le valigie e andare a trovare l’uomo, che vive sull’isola di Guersney: la donna ha infatti scoperto che Dawsey fa parte di un club dal nome bizzarro, il “club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”, che potrebbe darle lo spunto di cui è disperatamente in cerca per scrivere un nuovo romanzo. Giunta sull’isola, Juliet viene catapultata nel bizzarro mondo del club e dei suoi associati, persone che durante la guerra hanno fondato l’associazione come atto di resistenza all’occupazione nazista, e che continuano a mantenerla in vita conservando un forte spirito rivoluzionario. Eppure l’isola, e quel club di avidi lettori, nascondono più di un mistero: che fine ha fatto la fondatrice del club, Elizabeth McKenna, di cui nessuno ha voglia di parlare?

 

Mulholland Drive

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Mulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù. Bisognerebbe ricordarsi di questa simbologia per cercare di dare un senso all’ultimo onirico ed enigmatico film di David Lynch. Quella che il regista stesso ha definito come “una semplice storia d’amore nella città dei sogni” è in realtà un intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà, con un tocco di nostalgia per il noir degli anni ’40 ed una aperta ostilità verso l’attuale star system. Rita è un’avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d’auto in seguito al quale ha però perso la memoria, Betty un’aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due protagoniste cercano di far luce sull’amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra… Film astratto, con una straordinaria potenza visiva, è nello stesso tempo affascinante e disturbante. Difficile trovare una chiave di lettura razionale. E difficile descriverlo. Seguendo il linguaggio dei sogni voluto dal regista, bisognerebbe limitarsi a viverne le emozioni.

 

Grace of Monaco

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La magia del set, i complimenti della troupe, l’ultimo ciak. È il 1956, Grace Kelly lascia l’America e lo studio dove ha finito di girare High Society per entrare davvero nell’alta società e in un altro mondo, sposando il principe Ranieri e ritirandosi a Monaco. Sei anni dopo, la favola deve fare i conti con la realtà di un matrimonio messo in crisi dagli impegni del principe, che allontanano sempre più i due coniugi, oltre che con la crisi del Principato stesso, minacciato di annessione dalla Francia di De Gaulle, in cerca di soldi rapidi per far fronte alle spese in Algeria. In questo delicato frangente, arriva, intrigante e sorniona come chi la porge, la proposta di Hitchcock di riportare Grace a Hollywood e farne la protagonista di Marnie. Nella terra che è simbolo di libertà, la principessa venuta da Filadelfia è costretta suo malgrado a scegliere, tra il richiamo dell’arte e della passione, da una parte, e quello della famiglia e della politica, dall’altra.
Se c’è una temperatura che questo film non raggiunge mai è quella del “ghiaccio bollente”, ossimoro creato da Sir Alfred proprio per quella musa bionda e algida, cui avrebbe tanto voluto far interpretare una cleptomane frigida, ma lei gli preferì un’altra scena e un altro glamour. E se Grace di Monaco non raggiunge la temperatura è anche perché, a differenza della sua protagonista, non sa scegliere: non opta per il tratto marcato del mélo ma nemmeno per quello leggero e romantico che aveva scolpito le vacanze romane della principessa Anna, scegliendo invece la strada della parabola dei grandi poteri che implicano grandi responsabilità, ma senza supereroi a giustificare gli eccessi.
Da cima a fondo, Olivier Dahan non si cura di mostrare quanto piuttosto di dimostrare. Dimostrare le capacità mimetiche di Nicole Kidman, dimostrare di conoscere la storia e dimostrare di saperla romanzare. Ma l’ansia della dimostrazione conduce dritta alla didascalia.
Ci sono tante piccole cose di pessimo gusto (basterebbero, in questo senso, le inquadrature finali) e ci sono pennellate ben assestate (Hitch che congeda Grace al telefono consigliandole di non tenersi troppo sull’orlo del fuoricampo, ma dice “the end of the frame” che in francese è “corniche”, parola che indica anche la strada panoramica della Costa Azzurra che le aveva fatto percorrere a gran velocità in Caccia al ladro e che le sarà tragicamente fatale). C’è l’idea chiave di far coincidere l’impegno matrimoniale con quello per lo Stato e per il popolo, e quella (più facile) di salvare in extremis il libero arbitrio della donna invitandola a prendere il suo ruolo di principessa come se fosse una parte da recitare. Soprattutto, però, c’è un tono senza fine monocorde, c’è la messa al bando dell’emozione, la riduzione del personaggio ad icona anziché il racconto del suo ingrandimento, e lo sforzo cui ci si deve sottoporre per immaginare ad ogni minuto la vera Grace dietro l’ingombrante Kidman.

Come condividere l’abbonamento Netflix e risparmiare

Se volete risparmiare sull’abbonamento Netflix la miglior cosa da fare è quella di condividerlo con altre persone che possono essere degli amici o degli utenti in rete, dividere la spesa rende ancora più piacevole guardare i contenuti proposti dal famoso servizio di streaming, ma come condividere l’abbonamento Netflix?

Condividere l’abbonamento Netflix con gli amici

Esaminiamo prima questa possibilità che ci permette di condividere l’abbonamento con i nostri migliori amici, come fare? Allora, mettiamo che avete aperto a vostro nome un account su Netflix e avete pagato la quota mensile di 11,99 euro al mese per Netflix Premium che prevede film, serie tv e documentari in streaming con risoluzione fino a 4K simultaneamente su 4 dispositivi.

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Così decidete di passare i dati anche a vostri tre amici, ogni mese ognuno di loro deve portarvi la propria quota, poiché sarete sempre voi a pagare, in quanto avrete collegato il vostro account Paypal da cui Netflix preleverà automaticamente i soldi.

E se qualcuno si dimentica di pagare o non vuole più partecipare? Insomma, la gestione di questo tipo di condivisione dell’abbonamento Netflix non è proprio comoda e né tanto meno sicura, per cui è meglio passare alla seconda possibilità.

 

Condividere l’abbonamento Netflix con Together Price

Together Price è un servizio gratuito e legale di Sharing Network che permette di condividere facilmente i nostri abbonamenti con amici, parenti e persone sul web, in questo modo sarà possibile risparmiare sui costi dell’abbonamento a servizi come quello di Netflix.

Cerchiamo di capire come condividere il nostro abbonamento mensile di Netflix Premium sulla piattaforma.

Per prima cosa bisogna collegarsi al sito togetherpirce.com e registrarsi, è possibile farlo inserendo mail e password, oppure attraverso il proprio account Facebook, se si sceglie la prima opzione bisogna confermare la procedura cliccando sul link nella mail inviata dopo aver concluso tutta la procedura di registrazione.

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Dopo aver effettuato il login in TogetherPrice saremo indirizzati a una pagina che contiene le “offerte di condivisione”, troveremo soprattutto abbonamenti Netflix.

Sharing Joiner e Sharing Admin, come funzionano

A questo punto avremmo davanti due scelte, partecipare a una condivisione di account messi a disposizione di altri utenti (Sharing Joiner), oppure, condividere il proprio account Netflix con altri (Sharing Admin).

Sharing Joiner

Possiamo cliccare su una delle tante proposte ancora disponibili di condivisione abbonamento Netflix, vengono mostrati i dati di chi ha inserito la proposta, il tipo di abbonamento, il livello di affidabilità ed eventuali recensioni.

In questa schermata viene visualizzata anche la quota da versare, per Netflix Premium di solito è 3 euro + 0,95 euro di commissioni del servizio togetherprice.

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Per partecipare alla condivisione bisogna inviare una richiesta a chi ha creato il Post di Condivisione, se accetterà si passerà al pagamento della quota per accedere a quel servizio, poi si potrà effettuare il download dei dati di accesso.

Sharing Admin

In questo caso vogliamo condividere il nostro account Netflix Premium con altre persone, per farlo clicchiamo sul pulsante CREA, poi su Inizia e indichiamo cosa vogliamo condividere a scelta tra: Google Play Musica, Office 365 Home, Netflix, Spotify, Apple Music e Xbox Live.

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Dopo aver scelto e accettato I termini e le condizioni clicchiamo su Continua e scegliamo il tipo di abbonamento, in questo caso Account Premium.

Indichiamo con quante persone vogliamo condividere l’abbonamento e inseriamo l’email e la password di accesso all’account Netflix e clicchiamo su Continua.

A questo punto bisogna scegliere rendere la condivisione pubblica o privata, nel primo caso sarà visibile a chiunque sia iscritto al sito, nel secondo caso saremmo noi a invitare le persone a partecipare alla condivisione.

Dopo aver fatto la nostra scelta, completare l’operazione cliccando su Conferma e Invita, al termine viene offerta la possibilità di inviare inviti alla condivisione tramite Facebook, Whatsapp ed email.

Sia che abbiamo creato una condivisione privata o pubblica, ci arriveranno delle notifiche di richiesta di condivisione che potremo esaminare, solo dopo averle accettate, le persone potranno effettuare il pagamento della quota e avere a disposizione i dati del nostro abbonamento Netflix Premium.

Con questo sistema è possibile condividere in pochissimo tempo il proprio abbonamento Netflix, inoltre, chi ha aderito al post può ritirarsi in qualsiasi momento, lasciando il posto libero a qualcun altro che vorrà prendere parte alla CREW.

Attenzione al proprio account Netflix

Poiché si condividono i dati di accesso al proprio account Netflix, si consiglia di usare una mail e una password che sono dedicate solo alla registrazione e di non usare le stesse credenziali per altri account,come quelli della posta elettronica.

Inoltre, bisogna ricordare che tutti gli utenti con i quali si condivide l’account Netflix hanno gli stessi privilegi di chi ha deciso di condividere il proprio abbonamento e possono modificare l’account in ogni suo aspetto.

Cosa guardare su Netflix – elenco aggiornato a Settembre 2018

Cosa guardare su Netflix è una domanda valida tutto l’anno, ma ancora di più quando si rientra in città dopo le vacanze e si torna alla routine, fatta sì di studio e lavoro ma anche delle nostre amate serate da dedicare a film e serie tv. D’altra parte ad attenderci ci sono tantissimi nuovi titoli da non perdere, vecchi film da (ri)vedere e serie tv in grado di tenerci incollati allo schermo per tutta la prossima stagione. Insomma, mentre si accorciano le giornate per fortuna lo streaming ci viene in aiuto e film e serie tv sono lì pronti a farci compagnia fino a tarda sera.

La quantità di titoli in catalogo rende difficile decidere cosa vedere?

Vi aiutiamo noi, aggiornando di mese in mese l’elenco di serie tv da vedere e disponibili su Netflix.

Per fare il punto sulle nuove uscite, ripassare i titoli migliori dell’anno passato da recuperare, e aiutarvi a decidere cosa iniziare a guardare adesso, i titoli da vedere su Netflix sono divisi in due elenchi, il primo dedicato alle serie tv e l’altro ai film.

Maniac

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Debutto in contemporanea mondiale per la serie tv con Emma Stone. La serie più attesa dell’autunno racconta la storia di Annie Landsberg (Emma Stone) e Owen Milgrim (Jonah Hill), due sconosciuti che arrivano all’ultima fase di una sperimentazione farmaceutica. Ma le cose non vanno come previsto. (Dal 21 Settembre)

 

The good cop

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Dall’autore di Detective Monk arriva The Good Cop, una nuova serie originale Netflix con Tony Danza, che interpreta un disonorato, ex ufficiale della polizia di New York che non ha mai seguito le regole, e Josh Groban, nel ruolo di suo figlio Tony, un serio, ossessivamente onesto Detective della polizia di New York che ha il dovere di seguire sempre le regole. Una serie poliziesca sì, ma con i toni della commedia. Tutti gli episodi disponibili dal 21 settembre.

 

Atypical

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Decisamente toccante, «Atypical» ha per protagonista un diciottenne di nome Sam (interpretato da Keir Gilchrist). Il ragazzo è affetto dalla sindrome dello spettro autistico e questo sconvolge la vita della sua famiglia, iniziando un viaggio di crescita personale alla ricerca di indipendenza, amore e approvazione. (Seconda stagione dal 7 Settembre)

 

Insatiable

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Una nuova produzione Netflix. Protagonista è Patty, o Fatty Patty, un’adolescente bullizzata dai compagni di scuola finché non si trasforma in una ragazza «hot» e decide di prendersi una vendetta su tutti i suoi persecutori. I 13 episodi della prima stagione saranno disponibili dal 10 Agosto.

 

Disincanto

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Dieci puntate di un nuovo cartone firmato dal papà dei Simpson e Futurama, Matt Groening. Ambientata in un universo di fantasia chiamato Dreamland ha per protagonista una principessa che preferisce il gioco d’azzardo alla vita di corte, un elfo stufo di avere intorno solo gente felice e una creaturina demoniaca il cui compito è quello di convincere Bean (la principessa) a prendere le decisioni sbagliate. Su Netflix dal 17 Agosto.

 

Riverdale

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Un teen drama che racconta la vita di Archie Andrews a Riverdale, una piccola città che dietro l’immagine perfetta nasconde come sempre molte oscurità. Finita l’estate, in cui Jason Blossom è rimasto ucciso in un incidente in barca, Archie nasconde un segreto: il giorno in cui è scomparso ha sentito un colpo di arma da fuoco. Nel cast anche il fu Luke Perry di Beverly Hills 90210.

 

Orange Is The New Black

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Su Netflix si trovano tutte e sei le stagioni di «Orange Is The New Black», serie tv che ci porta all’interno di un carcere femminile dove vengono raccontate le storie personali, sentimentali e penali di un gruppo di donne, a partire dalla protagonista Piper Chapman (Taylor Schilling), finita dentro per amore. (sesta stagione dal 27 luglio)

Film da vedere su Netflix (giugno 2018)

Se quello che state cercando non è una serie tv ma qualcosa da iniziare e finire in una sola sera, ecco le nostre scelte.

 

Drive 

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Un autista di auto di Los Angeles di giorno lavora come stuntman per le produzioni cinematografiche, mentre di notte guida le auto nel corso delle rapine. Si innamora di Irene, la sua affascinante vicina, una giovane e indifesa madre. Dopo il ritorno del marito dal carcere, Standard, Irene si ritrova invischiata in un pericoloso giro criminale.

The Hateful Eight

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Film del 2015, scritto e diretto da Quentin Tarantino: qualche anno dopo la Guerra civile americana, una diligenza si fa strada nel paesaggio invernale del Wyoming mentre una bufera è in arrivo. A bordo, un cacciatore di taglie e una latitante, che decidono di accogliere a bordo altri due personaggi atipici, un ex-soldato divenuto cacciatore di taglie e un rinnegato del sud che sostiene di essere stato nominato nuovo sceriffo della città. La tempesta li obbligherà a fermarsi presso il noto emporio di Minnie, dove ad attenderli non ci sono i soliti proprietari, ma quattro facce che non hanno mai visto prima. E che non hanno buone intenzioni. (Dal 4/06)

The prestige

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 Londra, fine ‘800. L’illusionista Alfred Borden (Christian Bale), detenuto in galera con l’accusa di aver ucciso il suo collega e rivale Robert Angier (Hugh Jackman), viene in possesso del diario del defunto e, leggendolo, ripercorre gli anni di astio e rivalità avuti in passato, quando i due giovani erano semplici aiuti di mister Cutter (Michael Caine), uno scenografo esperto in illusionismo. (Dal 12 maggio)

Okja

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Acclamatissimo al 70° Festival di Cannes «Okja» l’ultimo film del regista Bong Jo Hoon. Protagonista un animale enorme, chiamato per l’appunto Okja che per dieci anni ha vissuto tra le montagne della Corea del Sud curato amorevolmente dalla giovane Mija (An Seo Hyun). Un giorno però la multinazionale Mirando Corporation lo cattura per portarlo a New York, dove la CEO Lucy Mirando (Tilda Swinton), ossessionata dall’apparenza e da se stessa, ha dei progetti su di lui. Nel cast anche Jake Gyllenhaal, Lily Collins, Giancarlo Esposito e Paul Dano. 

 

 

Le serie tv da guardare su Netflix – elenco aggiornato a Giugno 2018

Cosa guardare su Netflix mentre le giornate si allungano e le temperature si fanno (finalmente) piacevoli?

Film e serie tv al contrario di quanto capita quando si parla di cinema continuano a farci compagnia anche durante la bella stagione con costanti tornate di nuovi titoli da non perdere e serie in grado di tenerci incollati alla tv fino a tarda sera.

L’offerta sempre più ampia del catalogo rende ardua la scelta?

Di mese in mese aggiorniamo l’elenco di serie tv e film da vedere.

Per fare il punto sulle nuove uscite, ripassare i titoli migliori dell’anno passato da recuperare, e aiutarvi a decidere cosa iniziare a guardare adesso, abbiamo diviso i titoli da vedere su Netflix in due articoli, il prossimo in uscita domani dedicato ai film, questo dedicato alle serie tv.

 

13 novembre: attacco a Parigi

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Un documentario in tre parti in cui Jules e Gédéon Naudet raccontano le vicende umane dietro gli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre 2015. Seguendo la cronologia degli eventi di quel giorno, il documentario mostra le testimonianze di persone accomunate dalla tragedia, dai sopravvissuti ai vigili del fuoco, dagli agenti di polizia ai leader del governo francese.

Glow

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Seconda stagione in arrivo della serie che ci fa immergere negli anni ’80, nel periodo d’oro del wrestling femminile. Protagonista è Ruthe Wilder (Alison Brie), attrice disoccupata di Los Angeles che trova in questo sport l’ultima possibilità per entrare a far parte dello Star-System. Intorno a lei altre dodici artiste di Hollywood sulla via del tramonto, tra cui l’ex attrice di soap opera Debbie Eagan (Betty Gilpin). Al timone l’ex regista Sam Sylvia (Marc Maron). (Dal 29/6)

 

Safe

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La figlia adolescente di Tom Delaney (Michael C. Hall) scompare dopo una festa. Il chirurgo, che la cresce da solo in quanto vedovo, comincia a scoprire gli oscuri segreti delle persone che gli stanno intorno nel ricco quartiere in cui vivono. Prima stagione online dal 10 maggio.

Tredici

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 Non può fare a meno di turbare «Tredici», serie in cui un ragazzo di nome Clay (interpretato da Dylan Minnette) scopre ciò che c’è dietro alla morte della sua compagna di classe Hannah (Katherine Langford), attraverso delle registrazioni che lei gli ha lasciato. È tratto dall’omonimo best-seller di Jay Asher. La seconda stagione (disponibile dal 18 maggio) racconta il periodo immediatamente successivo alla morte di Hannah e segue il complicato percorso che porta gli altri personaggi verso il superamento del trauma. La scuola Liberty High si prepara ad affrontare il processo, ma qualcuno sarà disposto a tutto per fare in modo che la verità sulla morte di Hannah resti segreta. Una serie di inquietanti polaroid porterà Clay e i suoi compagni a scoprire un terribile segreto.

The rain

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«Non puoi mai sapere quando la tua vita sta per cambiare». Dopo che un terribile virus stermina gran parte della popolazione, un fratello e una sorella intraprendono un viaggio pericoloso per mettersi al sicuro. The Rain è una serie originale Netflix, alla prima stagione.

Cosa vedere su Sky, Netflix, Infinity e Amazon (dall’11 al 17 maggio)

Ogni settimana, le uscite più salienti sui principali servizi di streaming online: Netflix, Amazon Prime Video, Now Tv, Timvision e tutti gli altri per non perdere gli show nuovi e di ritorno migliori del 2018. E goderne la visione quando si preferisce.

 

Atlanta, la seconda stagione

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Ha «forato» i contenitori di genere: parte gangster story, parte commedia romantica, parte show musicale e storia di formazione, Atlanta è semplicemente un «must» per qualsiasi appassionato di serie tv. Creata, interpretata, spesso scritta e anche girata da Donald Glover — qui nei panni del manager del rapper Paper Boi, Earnest «Earn» Marks — è il prodotto praticamente perfetto di uno dei nuovi «grandi» di Hollywood, e funziona da consacrazione del talento autoriale di Glover che si dimostra capace non soltanto di intrattenere ma anche di innovare. Punteggiata di surrealismo, sempre divertente ma soprattutto impollinata in continuazione tanto dal passato quanto dal presente, Atlanta è difficile da descrivere perché è in parte inafferrabile, e il suo straordinario fascino va compreso con la visione. Ottima cosa, dunque, che la serie ritorni su Fox con la sua seconda stagione già ampiamente celebrata dai critici degli Stati Uniti dove, in questi giorni, volge al termine.
Dal 17 maggio
Atlanta, la seconda stagione
Su Fox

 

Piccole donne, la miniserie

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Arriva in sordina su Sky Uno la miniserie in tre parti (da sessanta minuti circa) che riporta il romanzo di Louisa May Alcott sui piccoli schermi. Scritta da Heidi Thomas, già showrunner di L’amore e la vita – Call the Midwife e girata dalla Vanessa Caswell di Thirteen, è forte di un cast che include — tra gli altri — la leggendaria «signora in giallo» Angela Lansbury nei panni della zia Josephine March e Emily Watson in quelli di Margaret «Marmee» March. Classico che continua a rapire l’immaginazione degli spettatori identificati di volta in volta con l’uno o l’altro personaggio, Piccole donne merita una chance perché ogni singola rivisitazione aggiunge qualcosa al capolavoro letterario senza tempo.
Dall’11 maggio
Piccole donne, la miniserie
Su Sky Uno

Evil Genius: la vera storia della rapina più diabolica d’America

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Piacerà a chi ha amato La casa di carta e Wild Wild Country la nuova docu-serie in quattro parti dei fratelli Duplass, che debutta su Netflix raccontando la storia di un crimine dall’«architettura» straordinaria. La storia ha luogo nel 2003 a Erie, in Pennsylvania: il mistero comincia con l’assassinio di Brian Wells, un fattorino di mezza età ucciso da un collare esplosivo come parte di un piano molto complesso che includeva, per l’appunto, una rapina in banca. Curiosi?
Dall’11 maggio
Evil Genius: la vera storia della rapina più diabolica d’America
Su Netflix

 

Chuck, la serie completa

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La serie tv di Josh Schwartz (The O.C., Gossip Girl) e Chris Fedak è andata in onda negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2012 e conta cinque stagioni per un totale di novantuno episodi. Un bell’investimento di tempo per uno degli show — per tanti versi — «pionieri» della nuova televisione dell’era post-Lost che, pur con le sue trame spesso autoconclusive, ha lanciato il talento dell’ Yvonne Strahovski che, nel 2018, vediamo nei panni di Serena Joy in The Handmaid’s Tale. Bravissimo anche Zachary Levi/Chuck: un commesso che, pur ritrovandosi  improvvisamente dotato di abilità straordinarie capaci di trasformarlo in una spia potentissima, resta umile.
Dal 16 maggio
Chuck, la serie completa
Su Infinity

 

Here and Now

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È stata già cancellata da Hbo la nuova, bizzarra ma non sempre riuscitissima dramedy di Alan Ball, già showrunner di Six Feet Under e True Blood. In ogni caso la prima stagione diviene disponibile tra i Box Sets di Sky per chiunque sia curioso e voglia tuffarsi nelle vicende di una famiglia multietnica estremamente contemporanea.
Dal 16 maggio
Here and Now
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7 modi per vedere Netflix in Tv

Come vedere Netflix in TV comodamente dal divano di casa

Sono anche sempre più gli amici che mi chiedono come guardare Netflix sulla TV di casa e da qui è nata questa piccola guida.

Una premessa: il servizio di video ondemand più in voga del momento lo si può guardare su qualsiasi dispositivo, computer fisso, portatile, Mac, smartphone o tablet: tutt’altra cosa però è potersi gustare la propria serie televisiva preferita dal divano.

1. Smart TV Netflix

I “normali televisori” non possono collegarsi direttamente a Netflix, occorre un televisore Netflix ovvero una smart TV, una TV con funzionalità evolute, nello specifico la possibilità di installare applicazioni, come appunto quella di Netflix. Nel caso non disponiate di una smart TV, questa si trasforma inevitabilmente nell’opzione più costosa e sulla quale c’è poco da dire: acquistate una nuova e fiammante Smart TV, collegatela alla corrente, all’ADSL domestica, avviatela e installate l’app Netflix.

2. lettore DVD / Blu Ray

Con una spesa a partire da 60/70 € è possibile acquistare un lettore DVD / Blu Ray in grado di gestire anche un abbonamento Netflix.

3. Amazon Fire Stick TV: chiavetta Netflix e Prime Video

Di “chiavette per Netflix” ne esistono diverse e in diverse forme, funzionalità ed “extra”. Tra queste la Amazon Fire Stick TV disponibile in Italia al prezzo di 39,99 € per gli abbonati Amazon Prime, 59,99 € per i non abbonati.

La Fire Stick TV renderà smart la vostra TV ad un costo veramente contenuto ed con un comodissimo telecomando bluetooth. Oltre a Netflix potrete gustarvi YouTube, il catalogo di Amazon Prime Video e tante app per l’intrattenimento (Kodi, Plex, ecc…)

4. set-top box Netflix

Altra soluzione molto versatile (ed economica) per mettere Netflix sulla TV di casa è quella di dotarsi di uno dei tanti set-top box sul mercato. Non spaventarti!

Un set-top box non è nient’altro che un piccolo dispositivo che, collegato alla TV e alla rete ADSL, trasformerà il tuo televisore in un apparecchio smart.

Ne esistono un’infinità sul mercato dai 30 € a salire, noi proponiamo come soluzione economica questo GooBang Doo MXQ Pro (circa 40 €). Proprio come uno smartphone troverai installate alcune app, tra le quali YouTube e appunto Netflix. Si tratta appunto di un “modello base”, volendo investire qualche € in più abbiamo (a 125 € circa) questo MINIX Neo U1 è dotato anche di un pratico telecomando-tastiera.

Oltre all’app Netflix già pre-installata, è dotato di un processore in grado di gestire segnali video in 4K, perciò se il vostro televisore è di ultimissima gerazione e riesce a gestire tale risoluzione, questa piccola Android TV vi regalerà enormi soddisfazioni e Netflix HD 4K!

4. set-top box Netflix

Altra soluzione molto versatile (ed economica) per mettere Netflix sulla TV di casa è quella di dotarsi di uno dei tanti set-top box sul mercato. Non spaventarti!

Un set-top box non è nient’altro che un piccolo dispositivo che, collegato alla TV e alla rete ADSL, trasformerà il tuo televisore in un apparecchio smart.

5. Roku Streaming Stick: praticità con telecomando

Altra chiavetta Netflix degna di nota è la Roku Streaming Stick. Merita menzione per la facilità di installazione e la praticità data dal telecomandino. E’ sufficiente che il tuo televisore abbia un ingresso HDMI libero e connettere chiavetta Roku alla rete Wi-Fi di casa.

Sul telecomandino (veramente comodissimo!), quattro tasti per richiamare velocemente le app: Netflix, Spotify, YouTube e Google Play Film.

6. Google Chromecast, la chiavetta Netflix

Veniamo ora ad una soluzione molto economica per poter seguire le vostre serie televisive preferite su Netflix. Parliamo di Google Chromecast. Si tratta di una piccola chiavetta HDMI (dal costo di 39 €) da collegare ad una porta del televisore e alla rete Wi-Fi di casa.

Ma come vedere Netflix con Chromecast? Dovrai installare l’apposita app Google Cast sullo smartphone (Android o iPhone) che consentirà di configurare il Chromecast e connetterlo alla rete di casa. Fatto questo, non dovrei fare altro che installare l’app Netflix sullo smartphone (si, sullo smartphone, non sul Chromecast) e avviarla. Quando partirà la visione, sullo schermo dello smartphone apparirà l’apposita icona “Invia a Chromecast” che, se selezionata, invierà alla televisione il contenuto Netflix desiderato.

Lo smartphone si trasformerà in un telecomando e potrai “inviare” Netflix da smartphone a TV. Chromecast è quello che i miei amici chiamano la chiavetta Netflix. 🙂

7. Cavo HDMI e computer

Infine la soluzione forse più economica per risolvere il problema di come collegare Netflix alla TV, con una spesa di meno di 10 €.

Dato che ormai in ogni casa è presente un computer fisso o portatile, sarà sufficiente collegare questo, tramite cavo HDMI al televisore (dotato anch’esso di ingresso HDMI) e struttare il TV come secondo schermo del portatile.

“La casa di carta” tutto perfetto, tranne un dettaglio. Una mossa semplice e banale che bastava alla polizia per far finire la serie molto prima.

“La casa di carta” è una serie televisiva spagnola ideata da Álex Pina e trasmessa da Antena 3 dal 2 maggio 2017 al 23 novembre dello stesso anno. La serie televisiva è a finale chiuso e composta da una sola stagione che è stata divisa in due parti.

Nella serie tutto è perfetto, tutto è studiato nel dettaglio dal Professore, tranne un dettaglio. Una mossa semplice e banale che bastava alla polizia per far finire la serie alla 1a puntata.

Sapete qual è?

Di solito se dovessero capitare cose del genere, quindi rapine con ostaggi, la polizia per prima cosa isola la zona da internet (quindi cellulari e tutti i mezzi di comunicazione) e cosa fondamentale, stacca la corrente!!!!

Esattamente, pensateci amici, se la polizia avesse staccato la corrente, i nostri eroi non avrebbero potuto stampare banconote, aprire il caveau , e trapanare il muro per scavare il tunnel. Insomma nella vita reale, tutto ciò non sarebbe stato possibile, sembra una cosa ovvia ma in realtà non lo è. Chi ha visto la serie ha notato come il Professore avesse studiato tutto nel dettaglio e mentre vedi la serie pensi “questo è un genio” ma ora che sai questo dettaglio sai che sarebbe finito tutto il primo giorno.

Ciò non toglie però niente ad una serie che è costruita, quasi, alla perfezione.

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“UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI 2” Neil Patrick Harris: la vera star!

Una serie di sfortunati eventi è una favola per bambini e i racconti che la compongono, per quanto possano essere particolari ed intriganti, difficilmente potranno fare presa su un pubblico adulto. Mark Hudis ha realizzato, invece, la serie più hipster della piattaforma di streaming riuscendo a costruire una narrazione su due livelli, adatta sia ai grandi che ai piccoli.

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La serie segue le sfortunate vicende degli orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire, perseguitati dal loro malvagio tutore, il conte Olaf, disposto a tutto pur di mettere le mani sulla loro eredità. I fratelli Baudelaire dovranno cercare in tutti i modi di sfuggire alle grinfie di Olaf e al tempo stesso scoprire di più sulla misteriosa morte dei loro genitori.

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Mettetevi comodi e godetevi uno spettacolo firmato Neil Patrick Harris: la vera star, anche in questa seconda stagione, è lui. L’attore di How I Met Your Mother nonché produttore della serie di Netflix si è ritagliato un ruolo, quello del Conte Olaf, che rappresenta fonte di soddisfazioni ma anche di grandi sfide. Olaf non è un semplice personaggio, un banale cattivo, un antagonista da sconfiggere: ma è tanti personaggi in uno, a mo’ di matrioska, che Harris deve interpretare di volta in volta andando a mascherare la maschera che già deve indossare del pericoloso personaggio: una sfida nella sfida, dunque, che Harris risolve con la chiave dell’ironia.

 

Certo, Una serie di sfortunati eventi un po’ stona nella miriade di proposte provocatorie ed ammiccanti di Netflix, ma proprio il suo restare legato ad un pubblico ancora innocente ma non ingenuo è ciò che rende questo show davvero originale: una differenziazione rispetto al resto dell’offerta della piattaforma che non gli permetterà, forse, di diventare un cult, ma gli garantirà il plauso di chi cerca semplicemente un intrattenimento un po’ retrò ma sempre efficace.

 

VOTO 8

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