Archivi tag: #cinema

Esordio alla regia per Marco Bocci… era veramente necessario?

Marco Bocci, attore italiano, noto per il ruolo del commissario Nicola Scialoja nella serie televisiva Romanzo Criminale e del vicequestore Domenico Calcaterra nella serie TV Squadra antimafia. Oggi esordisce con la regia del suo primo lungometraggio (titolo provvisorio) “Erre11”, tratto dall’omonimo romanzo sempre scritto dallo stesso Bocci.

TRAMA (FONTE ANSA)

Racconta la vita di Mauro (Libero De Rienzo), un ragazzo di trentacinque anni, e di tutta la sua famiglia, in un quartiere periferico di una grande metropoli. Quello che per molti è la normalità, in una realtà complessa come quella vissuta da Mauro, diventa un’utopia: trovare un lavoro, costruirsi un futuro con Samantha (Laura Chiatti).

Leggendo questa notizia, mi sorge un dubbio… era veramente necessario ? Un attore nella norma (voglio essere gentile), decide di mettersi dall’altra parte della macchina da presa, la parte più importante quella del maestro, dell’autore, del regista. Essendo il film il punto di vista di una persona (si spera autorevole) sul mondo. Al mondo serviva veramente sapere il punto di vista di Marco Bocci?

A voi la risposta.

SEGUICI SUI SOCIAL FB E INSTAGRAM

Annunci

“A QUIET PLACE” il silenzio come metafora sull’incomunicabilità.

ARTICOLO DI : ALESSANDRO PAP

Siamo nel futuro.

Una razza aliena ha invaso la Terra. Predatori  letali, indistruttibili, ma ciechi, hanno decimato  la razza umana grazie al loro udito ipersviluppato che gli permette di ghermire le prede al minimo rumore. L’unica speranza, il silenzio, evitare qualsiasi rumore. Un piccolo prologo ci presenta i protagonisti, la famiglia Abbot, madre padre e tre figli piccoli, che si muovono tra lande desolate alla ricerca del necessario per sopravvivere, aiutati dal fatto del saper comunicare tramite il linguaggio dei segni per via della sordità della figlia piccola. Una tragedia segna il loro percorso, segnando irrimediabilmente la loro vita.

a-quiet-place-emily-blunt-copertina

Li ritroviamo 472 giorni dopo, alle prese ancora con la sopravvivenza, con un piccolo problema in più: la signora Abbot, la bellissima Emily Blunt, è incinta, ed è vicina al giorno del parto, cosa ovviamente pericolosa data la situazione. Da qui in avanti, una serie di incidenti porteranno i protagonisti in un’escalation di pericoli a cui dovranno far fronte per salvarsi.

“A quiet place” è un classico film horror, che però prende il tema del silenzio e ne dà due letture particolari. Da un lato lo estremizza nella classica sfaccettattura dei film horror : qui non ci sono nemici da cui nascondersi e non farsi trovare, qui il silenzio deve essere parte della tua vita, parte dei gesti quotidiani più banali, il pericolo non si vede, ma c’è, è sempre presente, e al minimo rumore, al minimo sussulto, la tua vita può giungere al termine . Lo spettatore entra nel clima dalle prime battute ,la tensione lo accompagna per tutta la durata ed è un crescendo fino alle battute finali.  Ma non è solo questo.

29-quiet-place.w710.h473.jpg

Il silenzio in questo film è anche una metafora sull’incomunicabilità genitoriale, sull’amore per i propri parenti e sul non riuscire ad esprimere il bene che vogliamo, o la rabbia che abbiamo dentro.

“Noi cosa siamo, se non li proteggiamo” recita la madre in uno dei pochi momenti parlati, riferendosi ai propri figli.

Forse può essere una frase scontata, ma il rapporto dei vari componenti della famiglia durante il film riesce anche a commuovere, dando una accezione particolare a questo horror. In più il fatto che tutte le emozioni siano portate a noi tramite il linguaggio del corpo, ma soprattutto del viso, rende il tutto veramente peculiare, grazie soprattutto alla performance degli attori.

Su questi, non si può non citare la fantastica Emily Blunt: la sua espressività potrebbe reggere in piedi qualsiasi film, e qui la ritroviamo ai livelli de “La ragazza del treno” , la sua grandezza attoriale è sicuramente uno dei motivi per cui questo film andrebbe visto anche a dispetto del genere.

“A quiet place” può essere quindi quello che nel genere viene definito una chicca, un horror con varie sfaccettature che lo rendono molto particolare e interessante, non il solito “corri e nasconditi o verrai ucciso”

Consiglio speciale

Se decideste di andare a vederlo cercate orari in cui la sala è meno gremita, soprattutto se odiate gli sgranocchiatori seriali e gente che a cinema viene per fare chiacchiere (ma poi perché vengono a cinema?) Il film come si  può capire dalla trama è molto silenzioso, quindi il suono provocato dallo sgranocchiare di cipster e dalle ciarle degli altri avventori potrebbe risultare un frastuono, e trasformare voi in delle creature assetate di sangue!! argh

PER RESTARE AGGIORNATI SU FILM E SERIE TV SEGUITECI SU FACEBOOK E INSTAGRAM

Come giocare una schedina vincente sugli Oscar 2018.

Buongiorno Ragazzi! Oggi vi voglio parlare della notte degli Oscar. 3 anni fa insieme ad un mio amico, Silvestro, abbiamo deciso di giocare una schedina sui nomi dei vincenti alla notte degli Oscar. Il primo anno vincemmo, gli altri due abbiamo perso di pochissimo. Come si fa? Basta andare sui siti di scommesse e cercare tra “eventi” la notte degli Oscar. Vi appariranno tutte le candidature e le quote, quest’anno però si può giocare a sistema solo su Eurobet.it , gli altri siti fanno giocare solo la scommessa singola (e non conviene).

Prima di tutto vi raccomando di giocare poco, bastano ache 2euro per avere una buona schedina, non accanitevi!

Detto ciò vi elenco i pronostici dei favoriti, secondo i bookmakers:

AAMAAwDGAAoAAQAAAAAAAA0hAAAAJDhhNDVhN2NhLWUyMDEtNDA2MC1iMmQzLWVmZDczN2Q3MThjZA

MIGLIOR ATTORE: per me e anche per i bookmakers il favorito è Gary Oldman (L’ora più buia) e su questa non ci dovrebbero essere dubbi, infatti è quotato a 1,05.

 

MIGLIOR ATTRICE: la favorita è Frances Mcdormand (Tre manifesti a Ebbing) quotata a 1,06.

 

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: questa è un’incognita, perchè io personalmente non li ho visti, e penso nemmeno voi, però il probabile vincitore è “Dekalb Elementary” quotato a 1,30.

 

MIGLIOR FILM: questa io personalmente non la giocherei, oppure si deve andare “a sentimento”. A 1.90 sono dati sia “la forma dell’acqua” sia “tre manifesti a Ebbing”. Entrambi hanno pari possibilità di vincere, il primo anche per una questione politica (Del Toro è messicano quindi sarebbe uno schiaffo a Trump), il secondo perchè effetivamente è migliore del primo. Insomma fate voi.

oscar.jpg

MIGLIOR REGISTA : giocherei sicuramente Guillermo Del Toro, sempre per il discorso politico contro Trump, infatti è dato a 1,10.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE: Dear Basketball dato a 1,30.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO : Edith+ Eddie è dato vincitore a 1,30 ma occhio anche a Heroin(E) che è dato a 3,00.

MIGLIOR DOCUMENTARIO : Visages Villages dato a 1,25 o Last Man in Aleppo dato a 3,00.

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE: assolutamente Coco, sempre per il discorso sul Messico e perchè la Pixar è sempre la Pixar, infatti è dato a 1,07.

MIGLIOR FILM STRANIERO: Questa io non la giocherei, quest’anno è difficilissimo, per me dovrebbe vincere ” the square” dato a 3,25 per i bookmakers dovrebbe vincere “una donna fantastica” 1,55, ma acclamato in tutto il mondo è anche “l’insulto” dato a 9,00. Qui potremmo avere sorprese, eviterei.

MIGLIOR MONTAGGIO, MONTAGGIO SONORO, SONORO: Queste tre stuette le merita sicuramente “Dunkirk” a 1,30 la prima, 1,33 la seconda, 1,25 la terza. Di solito chi vince montaggio sonoro vince anche il sonoro ovviamente.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA: Pure qui si rischia, penso vinca “L’ora più buia” dato a 1,05 ma anche “wonder” è pericoloso, pensateci bene prima.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Sicuramente Sam Rockwell (tre manifesti a Ebbing) dato a 1,15.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA : Allison Janney a 1,15, e ne sarei abbastanza sicuro.

MIGLIOR CANZONE: qui, personalmente, rischierei giocandomi “mystery of love” (chiamami col tuo nome) però per i bookmakers sono dati per vincitori entrambi a 1,90 o “Remember me” (coco) o “This is Me” (the greatest showman).

MIGLIOR COLONNA SONORA: A 1,25 “La forma dell’Acqua”.

MIGLIOR FOTOGRAFIA: Dovrebbe andare, e sarebbe strameritata, a “Blade Runner 2049” dato a 1,18.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Sicuramente “chiamami col tuo nome” dato a 1,15.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Qui è un vero casino, i bookmakers danno per vincente a 2,35 “Lady Bird”, a 2,50 “Tre manifesti a Ebbing”,  “Scappa – Get Out” a 2,70. Qui si rischia di strappare la scomessa, occhio!

MIGLIOR SCENOGRAFIA : La forma dell’acqua a 1,25, mentre Blade Runner 2049 a 4,50, per me meglio quella di Blade.

MIGLIORI COSTUMI : Il filo nascosto a 1,20.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Dovrebbe andare a Blade Runner dato 1,75 ma occhio a “The war: il pianeta delle scimmie”  dato a 1,90.

Con soli 2 euro la somma in palio si aggira sui 6.000 euro. Vi consiglio però di non giocarvi tutte le candidature ma solo alcune delle quali siete certi, il piatto sarà molto più scarno però la vincita diventerebbe molto più probabile.

Buona Notte degli Oscar a tutti.

1423847148_oscars-002

 

 

“Quando non sai cosa vedere su Netflix” parte 2

Ciao ragazzi! In questo articolo vi segnalo dei film, stupendi, che magari i motori di ricerca Netflix non vi consigliano. Quando la sera entrate e vi perdete tra i mille titoli proposti dalla piattaforma,  perchè non avete ancora un’idea chiara su cosa vedere, e/o avete paura di imbattervi in “mattoni di film” o roba “trash”. Perchè sia chiaro io amo Netflix, ma molti titoli fanno veramente schifo. Non è facile fare la scelta giusta, soprattutto dopo aver finito una serie alla quale ti sei affezionato, ricominciare è molto difficile. Se credete di rientrare in una di queste categorie, vi consiglio di vedere questi film per cominciare poi ve ne dirò altri. Fatemi sapere, buona visione!

EL BAR di Alex De La Iglesia

El-bar.jpg

EL BAR: alcuni sconosciuti assistono a un omicidio e si rifugiano in un bar di Madrid, dove si scagliano l’uno contro l’altro quando il panico si diffonde e i cadaveri aumentano.

 

IRIS di  Jalil Lespert

e7b43846265f7e01f18ace2d59d711c1c031633c.jpg

IRIS: l’improvvisa scomparsa della moglie di un noto banchiere spalanca le porte su un mondo vorticoso fatto di ossessioni segrete, azioni disperate e inganni complicati.

 

LA FESTA DELLE FIDANZATE di Michael Paul Stephenson

C5GlbLDWQAAuGxq

La festa delle fidanzate: Invischiato in un complotto omicida, per uscirne vivo uno scrittore di biglietti d’auguri disoccupato deve creare il biglietto perfetto per una nuova festività.

I film”Pixar” non sono solo per bambini.

John Lasseter, Ed Catmull, Steve Jobs ed Alvy ray Smith sono i fondatori della Pixar. Il loro progetto è quello di sfruttare le nuove tecnologie per conferire una rinnovata dignità all’animazione. Lasseter intuisce infatti che il computer può consentire, come mai prima d’ora, di dare vita a immagini del tutto convincenti e credibili attraverso le quali, mantenendo la libertà immaginativa dell’animazione, si potranno raccontare storie profondamente innestate nello spirito del tempo e soprattutto capaci di essere attraenti per diverse fasce d’età e in diversi paesi, diventando universali e mainstream.

Le storie e i personaggi della Pixar rispecchiano problematicamente le condizioni e i contesti sociali economici e produttivi in cui nascono, ciò significa che i tanto ammirati esiti narrativi dello studio non sono mai stati innocenti, ovvero privi di una visione politica. La pixar ha sempre reso pubblico il privato, facendone un luogo parafilosofico e politico di riflessione, ora virato verso tinte liberal, ora più conservatrici, il più delle volte mescolando le une e le altre in un unico mix ideologico la cui forza e ragion d’essere pervade proprio dalla capacità tutta americana di tenere insieme gli opposti.

Vi sono opere che maggiormente si prestano ad una lettura politica come ad esempio “a bug’s life”, un film che, forzando la lettura ideologica, con quella sua suggestiva messa in scena della forza dell’azione collettiva dal basso contro l’esercizio del potere dei più forti.image_b39c787a

Ne “Gli incredibili” John Lasseter ha parlato di un film tematicamente ispirato a Nelson Mandela, il quale dichiarava “ che non bisogna essere gelosi di coloro che hanno un talento particolare, piuttosto bisogna incoraggiarli in modo che possano farci da guida”.

73032_ppl.jpg

E’ il primo “Cars”, l’opera che lasseter sente più sua. Non a caso infatti è la più yankee fra quelle realizzate dalla pixar, incardinata com’è su alcuni dei principali aspetti dell’american myth quali l’automobile, il viaggio, il paesaggio, la provincia e, come filo rosso che letteralmente li unisce, la leggendaria route 66.

“Inside out” è l’opera della pixar in cui più esplicitamente vengono raffigurati veri e propri archetipi capaci di ricondurre alle componenti e ai meccanismi più profondi dell’animo umano.

disney-TUI21983WDSHE-Full-Image_GalleryBackground-en-US-1488573399474._RI_SX940_.jpg

Nel film “Coco” il protagonista è per la prima volta nella filmografia della pixar, un bambino dalla pelle olivastra e dai tratti latini. Colpisce dunque l’orizzonte geografico e soprattutto culturale in cui la pixar decide questa volta di ambientare la propria storia. È chiaro che in un momento di riaccensione delle tensioni razziali quale quello attraversato dalla nuova america di Trump, una scelta come questa, soprattutto se compiuta da una delle principali industrie produttrici di immaginario globale, si carica di un significato simbolico particolarmente rilevante.

coverlg.jpg

Il mio film preferito della Pixar è  “Up!” Soprattutto la sequenza in cui si narra il percorso di Carl ed Ellie partendo dall’infanzia sino ad arrivare alla morte di lei è di quelle che si fanno ricordare per la divertita sensibilità con cui è costruita. Le citazioni cinematografiche non mancano (a partire dalla somiglianza del protagonista anziano con Spencer Tracy per finire con il vecchio Muntz che ricorda Vincent Price passando per echi spielberghhiani) ma non hanno la pesante insistenza che si può rinvenire in altri film di animazione. Perché questo è un film leggero. Leggero su temi ponderosi come quello dell’invecchiare da soli, dei sogni non realizzati, della memoria viva di chi ci ha lasciati, del rapporto giovani/anziani. Un film leggero come quei palloni che portano magrittianamente nei cieli un’intera casa liberandola da un mondo incapace di comprendere i sogni.

up-08.jpg

E a voi qual è il vostro film Pixar preferito?

Quando non sai cosa vedere su Netflix

Ciao ragazzi! In questo articolo vi segnalo dei film, stupendi, che magari i motori di ricerca Netflix non vi consigliano. Quando la sera entrate e vi perdete tra i mille titoli proposti dalla piattaforma,  perchè non avete ancora un’idea chiara su cosa vedere, e/o avete paura di imbattervi in “mattoni di film” o roba “trash”. Perchè sia chiaro io amo Netflix, ma molti titoli fanno veramente schifo. Non è facile fare la scelta giusta, soprattutto dopo aver finito una serie alla quale ti sei affezionato, ricominciare è molto difficile. Se credete di rientrare in una di queste categorie, vi consiglio di vedere questi film per cominciare poi ve ne dirò altri. Fatemi sapere, buona visione!

AMAR: Con te fino alla fine del mondo!

Amar.jpg

Carlos prevede di studiare legge all’università mentre la fidanzata Laura è ancora al liceo. Nonostante la loro giovane età, i due sono portati dal loro amore a sperimentare il sesso al di là di tutto ciò che è socialmente accettabile. Vogliono essere liberi di vivere il loro amore selvaggio, nonostante i rispettivi genitori non siano sulla stessa lunghezza d’onda. I genitori di Laura sono separati e sua madre Merche non vuole che lei commetta i suoi stessi errori, imponendosi con regole e punizioni. I genitori di Carlos sono invece più permissivi con il figlio e cercano di sostenerlo. Per porre rimedio alla situazione, Carlos invita Laura a fuggire con lui ma l’entusiasmo iniziale della ragazza lascia presto il posto ai dubbi e alle incertezze.

LOVE di GASPAR NOE’

love-french-movie-poster-47x63-2015-gaspar-noe-aomi-muyock.jpg

Murphy ha sposato Omi con un matrimonio riparatore, poichè Omi è rimasta incinta della loro figlioletta durante un rapporto non protetto. Quel rapporto occasionale è stato la causa della drammatica rottura fra Murphy e il suo grande amore, Electra. La mattina del primo dell’anno la madre di Electra telefona a Murphy e lo informa di non avere più notizie della figlia, ed essere preoccupata perchè la ragazza soffre di tendenze suicide. Nell’arco di 24 ore Murphy ripercorrerà con la memoria le tappe della sua folle passione per la sua ex anima gemella, cercandone il perdono.

FINO ALL’OSSO

ef09f04cbc277f45e5901628c55e1b5f3f71dd04.jpg

Ellen è una ventenne ribelle, da tempo malata per una grave forma di anoressia. Ha trascorso la parte migliore della sua adolescenza entrando e uscendo da numerosi programmi di recupero, solo per ritrovarsi ogni volta con diversi chili in meno. Determinata a trovare una soluzione, la sua famiglia accetta di mandarla in una casa famiglia guidata da un medico non tradizionale.

 

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

el-secreto-de-sus-ojos-wins-oscar-academy-awards-2010.jpg

Benjamín Esposito è un assistente del Pubblico Ministero in pensione. Dopo una vita passata a rincorrere assassini decide di dedicarsi completamente alla stesura di un romanzo. Per farlo ripensa al vecchio caso Morales degli anni Settanta, archiviato dalla polizia negli scaffali polverosi dello stato, ma per lui rimasto sospeso in un tessuto di pensieri senza possibilità di scioglimento.

Flash News: Gomorra nella villa del boss: condannato il location manager

Fonte: Il Mattino di Napoli

TORRE ANNUNZIATA – Pizzo pagato alla famiglia Gallo: condannato il location manager, assolto l’altro referente della casa cinematografica e atti in Procura per valutare le testimonianze dei tre capi di Cattleya.

Si chiude così il processo ai due manager della produzione di Gomorra accusati di favoreggiamento. Le scene di casa Savastano, il boss della fiction, erano state girate nella villa kitsch di un vero camorrista (Francesco Gallo ‘o pisiello) che, dal carcere, pretese il pagamento dell’affitto della sua abitazione – in quel momento sotto sequestro – direttamente in contanti nelle mani del padre Raffaele zì Filuccio Gallo. Una rata da 6mila euro gli fu effettivamente recapitata e si trattava di soldi arrivati direttamente dalla produzione di Gomorra.