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“Il disprezzo” Godard inscena l’amore totale, tenero e tragico.

Il disprezzo (Le Mépris) è un film del 1963 scritto e diretto da Jean-Luc Godard e tratto dall’omonimo romanzo del 1954 di Alberto Moravia.

 

TRAMA (fonte Wikipedia)

Lo scrittore francese Paul Javal, si trova a Roma con la sua attraente e giovane moglie Camille (Brigitte Bardot), convocato dal produttore statunitense Jerry Prokosch per riscrivere la sceneggiatura d’un film sull’Odissea diretto dal famoso regista tedesco Fritz Lang, ritenuto senza sbocchi commerciali. Tra Camille e Paul si crea un malinteso: Camille sostiene erroneamente che Paul sfrutti la sua bellezza per ottenere delle agevolazioni dal produttore Prokosch che nei confronti di Camille ha un atteggiamento malizioso. Questo malinteso avrà gravi conseguenze sul futuro e l’armonia coniugale della coppia, in Camille nascerà un forte e profondo sentimento di disprezzo nei confronti di suo marito, il quale non comprende il cambiamento radicale di sua moglie, ostinata e irreversibile.

Fra le mura della casa di Paul e Camille si consuma una lunga discussione, Paul vuole comprendere il motivo che sta allontanando sua moglie da lui, lei imperterrita non vuole dargli spiegazioni. Paul vuole farle capire che il motivo per cui ha accettato di lavorare per Prokosch è garantire a lei una vita agiata, Camille non comprende, mantiene un atteggiamento impulsivo e privo di qualsiasi riflessione. Il giorno seguente raggiungono Capri, dove girano alcune scene: Prokosch ha affittato una grandiosa villa moderna nella quale continua il suo gioco con Camille. Paul cerca di guadagnare la stima di Lang, spiegandogli l’intenzione di riscrivere da un punto di vista psicologico la vicenda di Ulisse e Penelope, sull’esperienza del rapporto conflittuale con la moglie, ma Lang gli risponde francamente di non essere interessato a un approccio moderno, psicanalitico, bensì al cinema classico, al rapporto uomo/natura inserito nel paesaggio mediterraneo.

Camille decide di cedere alla corte di Prokosch ormai certa di voler lasciare suo marito. Paul non vuole perderla e le dice di essere disposto a rinunciare al lavoro pur di averla accanto, ormai consapevole del motivo per cui Camille nutre del rancore nei suoi confronti vuole dimostrarle che sta sbagliando, i tentativi di ristabilire un’armonia sono inutili. Camille decide di chiudere definitivamente il suo rapporto con Paul e di partire con Prokosch.

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Godard anni dopo Fino all’ultimo respiro si ritrova a girare un film con un budget spropositatamente più grosso (500 milioni di franchi in più), d’altronde non esistono due film più distanti tra loro di questi.

Tratto dal romanzo di Moravia, il film tratta un amore tragico e disperato che si interroga sulla purezza dell’immagine cinematografica. Cinema simbolizzato dal perosnaggio che interpreta se stesso ovvero il grande maestro Fritz Lang, e dal mercantilismo della produzione di un film e dei suoi assurdi compromessi.

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Purtroppo tutto queste tematiche non esistono nella versione Italiana perchè Carlo Ponti non capì il film e decise di stravolgerlo completamente. Nell’edizione scandalosa di Ponti non solo il film viene montato diversamente ma viene fatta una color correction diversa, cambiò la colonna sonora (il jazz di Piero Piccioni al posto degli archi di Georges Delerue) e persino il finale. Fece doppiare pure i dialoghi cambiandoli completamente, il film divenne grottesco. Godard ovviamente non volle firmare questa versione infatti il suo nome lo si trovava nella voce “aiuto regia”.

 

 

TI AMO TOTALMENTE, TENERAMENTE, TRAGICAMENTE.

Vi lascio con questa sequenza, tra le migliori del cinema, anche questa tagliata nella versione italiana.

 

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